Buenos Aires, 11 nov – “Sicuramente la frase famosa del Principe di Salina è quella che mi ha più colpito: cambiare tutto perche nienti cambi”, dice Jorge Marrale, protagonista nella voce di Salina de “I 50 anni del Gattopardo”, che ieri sera ha inaugurato la V Settimana Siciliana in Argentina. Di Clara Gebbia con Marrale e Maria Pia Rizzo, al pianoforte José Luis Juri e la soprano Alicia Cecotti lo spettacolo di teatro e musica che ricorda il 50º anniversario della pubblicazione del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa é stato presentato dalla compagnia Teatro dei Naviganti di Messina. Nestor Saied è il regista. Carmelo Pintabona, presidente della Federazione delle associazioni siciliane in Sud Americai (FESISUR), ha dato il bevenuto a tutti quelli che si sono reccati al Circolo Italiano di Buenos Aires, molti discendenti di siciliani immigrati in Argentina come Marrale, nipote di Angelo nato a Licata, provincia di Agrigento e sbarcato a Buenos Aires nel 1903 quando aveva sedici anni. Con una tradizione di marinai alle spalle, Angelo Marrale ha lavorato nel quartiere de La Boca, sempre impegnato nel mondo del porto. “Purtroppo, continua Marrale, mio nonno non é piú tornato in paese. Io, invece, per fortuna ho visitato il paese quando sono andato a cercare l’atto di nascita del nonno che non sono ancora riuscito a trovare. Ma so che lo troveró. Avrei tanto piacere di avere la cittadinanza italiana”. Una storia, quella di Angelo che ha marcato a fuoco la vita del nipote, un attore molto famoso in Argentina: “Sto pensando ad una storia che riesca a collegare il passato premigratorio di mio nonno con un mio presente, e cioé io che vado a Licata e trovo questo ragazzo che era mio nonno, prima di partire per l’America”.
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