Roma, 14 nov – Secondo Farina “c’è in quei tagli il sintomo della trascuratezza, la noncuranza e l’oblio frutto di una abissale ignoranza della storia e della ricchezza dell’emigrazione e delle comunità italiane nel mondo. I rischi ci sono. La lotta diventa più aspra in Italia ed anche per noi in Europa, perché le difficoltà sono reali, finanza prima, economia poi, attraversano una fase persino drammatica, i bilanci sono dissestati e si cercherà di scaricare ancora i costi sulla pelle dei più deboli. Un insigne studioso di italiano a Zurigo ricordava tempo fa che all’inizio del secolo ventesimo fu introdotta la politica della lesina (oggi si direbbe della scure) con un decreto governativo che chiuse 50 delle novantanove scuole italiane all’estero. Temo che ci avviamo verso una situazione simile e in più campi. È la scuola in generale e non solo – conclude Farina – che viene minacciata, il diritto all’apprendimento, il sogno di una compiuta cittadinanza per cittadini e cittadine della nuova Europa e del mondo”.
(Sis)