Roma, 16 gen – Che cosa è stata l’Europa e cos’è oggi? Cosa sarà l’Europa di domani e quale il suo ruolo nel mondo rispetto a quello avuto nel passato, remoto o prossimo che sia? Sono domande alle quali possono trovarsi interessanti risposte leggendo il colto libro di Emilio Gentile, “Ascesa e declino dell’Europa nel mondo. 1898-1918”, (Garzanti, 2018, 460 pagine, 18,70 euro). Gentile, da storico esperto del periodo contemporaneo e allievo di De Felice, analizza con puntualità le varie epoche dell’Europa nel contesto globale, spiegando come questa sia stata a lungo il centro del mondo, imponendo ovunque la propria supremazia sia con il sapere che con l’organizzazione e l’agire. E individua nella scoperta dei nuovi mondi (Americhe e Australia), insieme alle circumnavigazioni dei continenti, l’inizio di quel cammino di supremazia che raggiunse il culmine circa un secolo fa. In quell’inizio Novecento che aveva generato, con la Belle Époque, forte ottimismo e grandi aspettative, entusiasmo e fiducia nel futuro, tanto da far credere, dopo circa quaranta anni di progresso e pace, che la guerra fosse ormai un pericolo evitabile con la politica e la diplomazia. Entusiasmo e ottimismo che, però, svanirono con lo scoppio della Grande Guerra, la prima a livello mondiale: nel senso che coinvolse tutti i principali paesi del Pianeta, anche se si combatté fisicamente in Europa, là dove aveva preso origine con l’attentato di Sarajevo. (SEGUE)