Roma, 20 nov – Gli eletti all’estero del Pd ribadiscono “una convinzione che abbiamo espresso fin dal primo giorno in cui abbiamo messo piede in Parlamento: sono maturi i tempi perché si metta mano in modo organico ad una riforma sulla cittadinanza. Nella scorsa legislatura il governo di centrosinistra aveva affrontato in parallelo – giustamente – gli aspetti della regolamentazione della richiesta della cittadinanza da parte dei “nuovi italiani. Nel corso di un lungo confronto parlamentare si era arrivati a prevedere un accorciamento dei tempi e una facilitazione delle procedure per tutti e il riconoscimento per i bambini nati da stranieri in Italia accanto alla riforma delle norme sulla cittadinanza vigenti per gli italiani all’estero. Perché non consentire a chi è nato in Italia il riacquisto della cittadinanza, spesso perduta per problemi di lavoro? Che si aspetta a superare l’odiosa discriminazione tra i figli di madre italiana nati prima o dopo il 1948? Si può continuare a non riconoscere alle donne la facoltà di essere soggetti di pieno diritto capaci di trasmettere la cittadinanza? Quando tempo deve ancora passare per denunciare la parte della Convenzione di Strasburgo che impedisce ai cittadini europei di avere la doppia cittadinanza?”.
(Sis)