Roma, 21 nov – “Le abuelas, aumentate, nel frattempo, di numero e di coraggio, hanno ricostruito, sino a oggi, l’origine di un centinaio di questi bebé di un tempo – ha spiegato Mirella Giai – ottenendo anche sentenze esemplari a carico dei falsi genitori ma non si sono fermate, anzi continuano, con rinnovato coraggio e con l’appoggio anche economico di buona parte delle nazioni del mondo, le loro indagini per rintracciare gli altri bambini (oltre 400) ancora nascosti”. “L’istituzione della banca dati – ha quindi sottolineato la senatrice del Maie – permetterebbe di confrontare il Dna delle nonne con quello dei loro nipoti e verrebbe finalmente recuperata la loro identità occultata da coloro che vollero trasformarli in oggetto. Ciò rappresenterebbe un atto di giustizia e di solidarietà verso coloro che da anni vivono nella sofferenza”. Uno solo articolo compone il testo: “Comma 1: È istituita presso il Casellario centrale di identità del ministero dell’Interno la banca dati nazionale di campioni di Dna di figli di italiani scomparsi, nati durante la dittatura militare in Argentina tra il 1976 e il 1983, per la raccolta, l’organizzazione e la conservazione dei relativi profili genetici. Comma 2: Con decreto del ministero dell’Interno, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuati i limiti e le modalità per effettuare i prelievi dei campioni di cui al comma 1”.
(Erg)