Varese, 28 gen – Per lo storico e scrittore Claudio Bossi, tra i massimi esperti internazionali del Titanic, l’alter ego di Jack Dawson, lo squattrinato artista impersonato da Leonardo Di Caprio, potrebbe chiamarsi Emilio Portaluppi. Ma quanti erano i nostri connazionali sulla nave della White Star Line? Bossi lo spiega a La Nazione, e dice: “Ho personalmente certificato che sull’imbarcazione si trovavano quaranta di loro. Sono vite, molto spesso brevi, sconosciute ai più, come quella di Sante Righini, uno dei due italiani, assieme al piemontese Carlo Fey, di cui ho recentemente ‘scoperto’ la presenza sul Titanic. Righini non figura nell’elenco ufficiale dei passeggeri, eppure viaggiava in prima classe. Era il domestico di Ella Holmes White, una ricca vedova americana. Sui documenti di imbarco, accanto al nome della donna troviamo una semplice dicitura: ‘plus servant’, ovvero ‘accompagnata da un maggiordomo’. Quello scarabocchio in realtà era Sante». Bossi spiega anche come ha fatto a identificarlo: «Stavo indagando sulla vita di Emilio Portaluppi, uno dei pochi sopravvissuti alla tragedia di cui sto scrivendo una monografia, quando spulciando nell’ elenco degli italiani emigrati in America nel 1903 mi è caduto l’occhio su un certo ‘S. Righini’. Ho sentito subito qualcosa. Approfondisco e scopro che in quell’ anno era partito da Napoli per raggiungere la sorella Emma. Tutto combaciava. Il Comune di Cervia mi fornisce l’atto di nascita e le tessere del puzzle vanno al loro posto”. Bossi spiega poi come è diventato il detective del Titanic: “quando ero bambino, dopo aver visto un film sul transatlantico. Volevo sapere tutto su quella nave. Nella biblioteca di Gallarate, il mio paese, c’era poco e per diversi anni mi sono disinteressato dell’argomento. Poi nel 1985, quando Ballard ha scoperto il relitto, si è riacceso il fuoco. E da allora cerco di ricostruire la storia del Titanic, gli accadimenti di quella notte e la vita degli italiani a bordo della nave, indagando nelle emeroteche e negli archivi inglesi, irlandesi, canadesi, americani e, ovviamente, del nostro Paese». (Kgn)