Roma, 29 gen – Giornalista, critica e promotrice dell’arte italiana tra le due guerre, Margherita Sarfatti (1880-1961) brilla nel panorama internazionale del primo Novecento per cultura, talento e ambizione. La nascita in una facoltosa famiglia israelita, l’istruzione con illustri precettori e la spiccata personalità delineano la figura di una donna colta e appassionata, ma anche complessa e controversa. Amica di intellettuali e artisti, socialista e poi sostenitrice del regime fascista, lega il suo nome al gruppo di Novecento Italiano, che segue nella prima formazione e promuove con tenacia dal 1924 superando i confini nazionali. Sono gli anni del ritorno all’ordine e del recupero della tradizione artistica, che Sarfatti interpreta coniando la celebre definizione di “moderna classicità”. Dagli esordi giovanili alle vicende del secondo dopoguerra, l’esposizione “Margherita Sarfatti. Il Novecento Italiano nel mondo”, al Mart di Rovereto fino al 24 febbraio, fa luce sull’ambizioso programma di espansione culturale di Sarfatti, con particolare attenzione alle mostre organizzate in Francia, Germania, Olanda, Ungheria, Svizzera, Scandinavia, Argentina e Uruguay. A documentarne le circostanze sono i materiali del prezioso Fondo Sarfatti, giunto a Rovereto nel 2009 e conservato nell’Archivio del ‘900 del Mart. Organizzata in sei sezioni tematiche, la mostra presenta cento capolavori di trenta grandi maestri come Boccioni, Bucci, Carrà, Casorati, de Chirico, Dudreville, Funi, Malerba, Marussig, Morandi, Oppi, Rosso, Severini, Sironi, Wildt. (Red)