Il problema della corruzione in Italia esiste indubbiamente, ma la percezione del fenomeno è forse ancora maggiore. E secondo il presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, “l’utilizzo del pericolo corruzione non può essere un alibi per le grandi opere”. Intervistato da Circo Massimo, su Radio Capital, Cantone ammonisce: “Non può fare onore a uno Stato come vorremmo fosse il nostro. Se ci sono pericoli di tangenti vanno sterilizzati”. Cantone sottolinea un dato molto recente, ma che probabilmente è passato inosservato: “L’altroieri è stata presentata la nuova classifica di Transparency International: negli ultimi quattro anni l’Italia ha recuperato 16 posizioni”. Anche per questo, aggiunge Cantone, “sicuramente sul tema delle concessioni ci sono problemi enormi, ma non so quali elementi ha Danilo Toninelli per dire che prima c’era la mangiatoia”. Piuttosto, Cantone lancia un allarme su una norma contenuta nella legge di bilancio approvata alla fine dell’anno scorso. “L’aumento dell’affidamento diretto dei servizi a 150mila euro (rispetto ai 40mila previsti prima di allora, ndr) è una norma oggettivamente pericolosa. La legge prevede che varrà solo per un anno, dopodiché mi auguro che tornerà tutto in regola. Rischia di essere un regalo al malaffare”. Come dire: “La soluzione di semplificare eliminando ogni regola rischia di aiutare le persone spregiudicate e non quelle oneste, che vogliono regole chiare”.
(Sis)