Roma, 27 nov – Ecco allora che il Dipartimento “Rete mondiale Aclista” si offre come luogo politico e organizzativo attraverso cui le Acli intendono rilanciare la propria vocazione all’internazionalità. Integrazione, partecipazione e valorizzazione sono le tre parole d’ordine del Dipartimento che intende rifletterle in una dimensione come i singoli territori di appartenenza, in Italia e all’estero, agendo alla luce di uno scenario globale/internazionale. Tre sono anche gli obiettivi strategici prefissi dal Dipartimento: rilanciare la vocazione internazionale delle Acli, creando una rete comunicativa tra le realtà nazionali e locali (compresa quella italiana), tramite l’esperienza della Fai e le progettazioni nel merito; valorizzare e qualificare l’esperienza e le pratiche realizzate dal sistema Acli nel suo complesso, a partire dai servizi maggiormente diffusi come il Patronato, l’Enaip e l’Ipsia, realizzando un’integrazione di sistema che esprime il primato associativo; infine, sviluppare un associazionismo di promozione sociale, non soltanto espressioni di italiani e migranti ma di “cittadini del mondo”, tessendo reti per globalizzare la solidarietà e sostenendo progetti di cooperazione. Dopo l’intervento di padre Gianpaolo Salvini che ha proposto ai presenti un’interessante analisi sugli effetti della globalizzazione dell’economa nello scenario internazionale, sottolineandone la mancanza di etica della persona intesa come fonte di relazione con il mondo, ha preso parola Franco Narducci con una relazione dal titolo “Italiani nel Mondo: una realtà in cambiamento”. “Bisogna ringraziare le Acli – ha affermato Narducci – per l’enorme lavoro di assistenza e di servizio fin qui profuso presso i nostri emigrati all’estero, senza il quale non si sarebbe costituito tutto il sistema associazionistico regionale e nazionale che ruota attorno ai nostri connazionali lontani dalla Penisola”. (SEGUE)