Roma, 27 nov – La consulta ligure dell’emigrazione ha fatto proprie le rivendicazioni dei sindacati Spi – Cgil, Fnp – Cisl e Uilp – Uil relative ai problemi dell’italiani all’estero, e che verranno portate in piazza in tutto il mondo il 10 dicembre. Il primo punto all’ordine del giorno è quello relativo all’assegno di solidarietà, una vecchia richiesta che interessa circa trentamila persone e che era arrivata ad un passo dall’approvazione prima della caduta del governo Prodi. La speranza è che l’attuale governo riproponga la sua trasformazione in legge già dalla finanziaria 2009. Molto sentito anche il tema dell’assegno sociale. La norma che obbliga ad avere dieci anni di residenza continuativa sul suolo nazionale per poterne usufruire, però, viene considerata una condizione impossibile da realizzare per chi è emigrato bambino o per i figli nati all’estero. La richiesta, quindi, è di ripristinare il diritto all’assegno sociale per tutti. Un altro problema è quello del pagamento delle pensioni all’estero, con molte persone anziane costrette a viaggiare per centinaia di chilometri prima di arrivare alla filiale più vicina. Anche l’Ici sull’abitazione principale è da rivedere secondo i sindacati: i residenti all’estero, infatti, sono gli unici italiani che al momento continuano a pagare l’Ici. La piattaforma richiede anche che si proceda ad una sanatoria sugli indebiti pensionistici per tutti coloro che non hanno agito per dolo (sporadicità campagne red e ritardo dell’Inps nell’aggiornamento dei redditi). L’ultimo aspetto è quello relativo alle convenzioni internazionali. I parlamenti di Cile e Canada, ad esempio, le hanno già definite ed approvate ma manca da molti anni la ratifica del governo italiano. Molti altri, invece, devono essere adeguati, essendo stati redatti e sottoscritti in periodi ormai remoti.
(Clw/Sis)