Roma, 8 feb – Di lenti per scrutare i segnali mutevoli della congiuntura, in questo lembo del Veneto, un’ ottantina di chilometri tra il basso Feltrino e il Cadore, passando per Agordo e Longarone, ne hanno in abbondanza. Non solo perché siamo nel cuore del distretto degli occhiali, eccellenza del made in Italy, ma anche perché – si legge su Repubblica – le industrie del settore vendono sui mercati internazionali i nove decimi di quel che producono e quindi sono i punti d’ osservazione ideale per misurare la pressione dell’ economia reale e provare a prevederne lo stato di salute nel futuro, quantomeno prossimo. Qui, tra l’ alto Trevigiano e il Bellunese, la correzione al ribasso delle previsioni sul Pil nazionale sono la certificazione di ciò che i direttori commerciali delle aziende sanno da tempo. Perlomeno dall’ autunno dello scorso anno: secondo i dati raccolti dalla Camera di commercio di Belluno, nei primi nove mesi 2018 le esportazioni dell’ industria dell’ occhialeria hanno registrato una flessione del 3,5%, che vanifica i progressi anche significativi (più 5,3%) degli altri settori dell’ industria locale. La tendenza non si è modificata nell’ ultima porzione dell’ anno, né in questo primo scorcio del 2019. E siccome le esportazioni pesano per circa il 90% dei fatturati, è facile immaginare la frenata nei conti delle imprese. Cosa è accaduto? Sono sensibilmente diminuite le vendite negli Stati Uniti, in Cina e in Germania, spiega il Monitor dei Distretti di Intesa San Paolo, e la buona performance delle vendite in Francia, Olanda e Spagna non ha compensato. Sono in calo occhiali da sole e montature in plastica, cioè la fetta di gran lunga più importante dell’ export, e gli incrementi in doppia cifra delle vendite di lenti e occhiali da vista non bastano per tenere in attivo il bilancio: è negativa (-1,5%), infatti, anche la variazione tendenziale.(red)