Milano, 11 feb – Aldilà dello stipendio e le prospettive di carriera, quali sono le motivazioni principali che spingono gli italiani alla ricerca di nuovo lavoro? Per il 39% degli intervistati, la principale motivazione è legata alla possibilità di passare più tempo con la propria famiglia e gli amici; il 36% cambierebbe per avere più tempo libero in generale a disposizione (percentuale che scende al 33% per i Millennial e la Gen Z, mentre sale al 39% per la fascia d’età 35-44); il 21% degli italiani nel cambiare lavoro aspira ad avere più tempo per fare sport o dedicarsi ad altri hobby, percentuale che sale al 28% per i più giovani, con i 35-44 anni più pigri al 18%; ma non solo famiglia e tempo libero, il 14% dei lavoratori nostrani cambierebbe lavoro per avere più tempo a disposizione per leggere libri e riviste (opzione valida per il 18% dei rappresentanti delle generazioni dei Millennial e Z); in maniera bizzarra, il 13% degli intervistati afferma di voler cambiare lavoro per avere più spazio l’online shopping, percentuale che si innalza al 18% per i Millennial. Quali sono invece le motivazioni che frenano i professionisti italiani nella ricerca di un nuovo lavoro? Per il 26% degli intervistati sono legate soprattutto ai dubbi sulla possibilità di trovarsi peggio in un nuovo lavoro rispetto a quello precedente; similare il 14% che ha letteralmente paura dell’ignoto legato ad un nuovo posto di lavoro, mentre il 12% dei lavoratori della Penisola ha addirittura paura di fallire. Nonostante ciò, il 53% dei lavoratori in Italia afferma di non aver mai rinunciato a candidarsi per una nuova posizione solo per il fatto di non sentirsi abbastanza preparati, con il 60% dei senior (45-54 anni) che mostrano ancora maggiore sicurezza rispetto alle altre fasce d’età; in questo ambito la situazione sembra del tutto invertita per i più giovani, che al contrario affermano che, nel 51% dei casi, la mancanza di una necessario senso di adeguatezza li ha spinti a non candidarsi per una nuova posizione lavorativa. (SEGUE)