Roma, 4 dic – Frattini ha quindi annunciato che l’Italia si sta impegnando in sede Onu per mettere al bando e punire la pratica delle mutilazioni genitali femminili, “una delle violazioni più gravi e sistematiche dei diritti umani universali – ha detto Frattini – perché colpisce bambine e giovanissime donne che nell’ambito delle loro famiglie sono obbligate a queste pratiche”. Riferendosi ancora all’impegno dell’Italia in materia di tutela dei diritti umani Frattini ha poi spiegato: “Abbiamo fatto molto per l’approvazione dello statuto della corte penale internazionale” e ricordando “i 14 anni di lavoro contro la pena di morte che hanno portato nel 2007 al voto sulla moratoria sulla pena di morte dell’assemblea generale dell’Onu” ha fatto sapere che entro breve sarà presentata alle Camere una legge di adeguamento alla Corte penale internazionale (Cpi), perché a dieci anni dalla ratifica dello Statuto da parte dell’Italia la mancanza della legge “è chiaramente un vulnus per un paese che ha l’orgoglio di aver ospitato a Roma la conferenza per lo statuto costitutivo” ha sottolineato il ministro. Infine il capo della Farnesina ha ricordato l’importanza fondamentale della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, un atto, che pur non avendo una forza vincolante per i singoli paesi è diventato “il pilastro del diritto consuetudinario universalmente riconosciuto”.
(Clr)