Roma, 13 feb – E tra l’altro l’analisi costi-benefici non è assolutamente un’invenzione del nuovo governo, spiega Ponti: “E’ chiaro che bisogna scegliere, determinare priorità sugli investimenti, visto che ci sono 132 miliardi sul tavolo. Va sottolineata l’assoluta continuità con il ministero precedente circa le linee guida dell’analisi”. Intanto però in una intervista al Corriere della Sera Pierluigi Coppola, unico dei sei componenti della commissione presieduta da Marco Ponti a non aver firmato l’analisi costi-benefici sulla Tav, spiega: “Si tratta di un assemblaggio di approcci diversi. In alcuni punti si seguono le linee guida della Commissione europea. Poi si passa a un altro metodo, molto più inusuale, che si discosta molto delle linee guida adottate da tutti i Paesi dell’Unione europea sulle analisi costi benefici”.
(Sis)