Roma, 13 feb – L’imposta media sui redditi da pensione d’invalidità o indennitarie (previdenziali) si attesta al 13,2%, in lieve aumento rispetto all’anno precedente (+0,3%). La quasi totalità dei percettori di questi trattamenti (92,8%) riceve importi inferiori ai 25mila euro (poco più di 2.080 euro mensili), mentre sono circa 450mila coloro che si trovano in condizione d’incapienza (meno di un pensionato su tre). Nel 2016 si stima che i pensionati residenti in Italia abbiano redditi totali netti pensionistici (derivanti quindi anche dal cumulo di più trattamenti in capo a uno stesso beneficiario) pari in media a 14.567 euro (1.215 euro mensili), con livelli diversi in base alla tipologia di trattamento: i pensionati da lavoro percepiscono in media 14.593 euro all’anno (1.220 euro al mese); i titolari di trattamenti di reversibilità ricevono mediamente 8.364 euro (700 euro mensili); i pensionati di invalidità e indennitarie dispongono di 8.371 euro (700 euro al mese) e i titolari di pensioni assistenziali beneficiano di 5.582 euro (465 euro al mese). Tra le pensionate il livello di reddito netto pensionistico (1.040 euro mensili) è pari a circa tre quarti di quello maschile, con marcate differenze rispetto alla tipologia di prestazione: l’ammontare delle pensioni nette da lavoro raggiunge appena il 60,5% di quello stimato tra gli uomini. Per i trattamenti di reversibilità, al contrario, l’importo medio delle pensioni nette percepite dalle donne supera del 76% quello degli uomini. (SEGUE)