Roma, 14 feb – “Mi hanno descritto come confuso. Ma non è vero. Semmai cro amareggiato, perché è stata persa un’occasione. Potevamo discutere del futuro dell’Unione e invece alcuni parlamentari hanno trasformato l’aula di Strasburgo in un’arena da talk show”. Così il premier Giuseppe Conte, in un colloquo con Repubblica, commenta l’attacco ricevuto nell’aula di Strasburgo dal leader liberale belga Guy Verhofstadt. “Chi parlava – attacca – apparteneva alle vecchie famiglie politiche e quindi si scagliava contro il vento nuovo. Anzi, per molti di loro era una sorta di canto del cigno. Ho allora aspettato a reagire per rispetto istituzionale, poi ho risposto pan per focaccia”. E ribadisce: “Il leader del governo sono io, più di loro (Salvini e Di Maio, ndr). Io rappresento l’unità e l’azione dell’esecutivo”. E tornando a Di Maio e Salvini sottolinea: “Non ho mai detto che la colpa è loro. Non mi verrebbe mai in mente. Che poi le critiche fossero dirette anche a loro, è oggettivo. Ma io sono il presidente del Consiglio. Sono il leader del governo, più di loro. E non prenderò mai le distanze dai miei ministri. Io rappresento l’unità e l’azione del governo”. (red)