Roma, 14 feb – Il presidente del Consiglio, in un colloquio con Repubblica, si dice consapevole che il suo intervento a Strasburgo avrebbe potuto dare il via ad un conflitto “ma volevo comunque guardare in modo disincantato la crisi dell’edificio comunitario. Volevo offrire una strategia costruttiva per rilanciare la casa comune”. Parla di “attacchi scomposti” che non potevano che determinare una replica “a nome di tutti gli italiani, perché io li rappresentavo l’Italia. Hanno insultato me e attraverso di me tutto il nostro Paese. Non potevo accettarlo”, “e avevo l’obbligo di far notare che io, a differenza di altri, non son un prestanome di qualche comitato d’affari. Che non ho conflitti di interesse. Mi sembrava il colmo che la deputata forzista Comi rimproverasse medi quella conversazione con la Merkel di cui è stato pubblicato un frammento, visto che Berlusconi ha usato in passato apprezzamenti di tutt’altro tipo nei confronti della Cancelliera”. Interrogato sulle tensioni tra Di Maio e la Francia assicura: “Vedrete che rientrerà tutto. È già durata troppo a lungo. E poi Luigi ha incontrato i gilet gialli in qualità di capo politico e non di vicepresidente del Consiglio”. E Salvini sui migranti? “Le cose dette ieri, però, sono false. Come si fa a dire che l’Italia ha fatto morire i bambini in mare? Non è mai accaduto”. Poi il capitolo Venezuela: “Noi non appoggiamo Maduro. Chiediamo fin dall’inizio elezioni libere e rapide”. Inoltre sostiene che “con Angela Merkel il rapporto è eccellente. Con Parigi risolveremo presto. E non siamo mai stati contro l’Ue. Noi lavoriamo semmai a un cambio di rotta, per un’Europa più equa e solidale. Siamo per il cambiamento e le famiglie tradizionali europee si oppongono. Io rappresento il nuovo e non il vecchio”. “La manovra – sottolinea – ha assolto gli impegni presi e ha fatto riferimento al programma preannunciato. E’ una manovra espansiva”, “le misure non sono ancora entrate in vigore. E vedrete che quando partiranno allora la crescita ritornerà. Io ne sono convinto. E del resto non siamo qui per favorire un rallentamento dell’economia ma per farla lievitare”. (red)