Berna, 11 dic – Così come alcuni consiglieri del Cgie (Consiglio Generale Italiani all’Estero) si sono dati appuntamento ieri davanti a Palazzo Chigi per manifestare il proprio dissenso sui tagli apportati dalla finanziaria ai capitoli relativi agli italiani all’estero, anche i cittadini italiani a Berna hanno avanzato una protesta davanti al Consolato d’Italia (oggi diventato Cancelleria Consolare) per far sentire la propria voce contro le decisioni operate dal Governo Berlusconi. In prima fila vi erano presenti rappresentanti del Comites di Berna, della Segreteria Cantonale Associazioni Genitori, l’ente gestore Casci, Associazioni Regionali e della comunità italiana, tutti uniti per sottolineare tutti gli sforzi fin qui fatti dai nostri parlamentari nelle ultime settimane con proposte per la legge di riforma delle iniziative scolastiche, rigettati dal Governo che non ha fornito spiegazioni adeguate alla situazione causata dai tagli. La protesta si è concentrata in modo particolare contro la cancellazione dei corsi di lingua italiana per i residenti nel Cantone di Berna, con cui si perde uno dei potenziali più importanti per lo sviluppo delle relazioni culturali, economiche e politiche degli italiani all’estero con il loro paese di appartenenza. “Tutti i paesi dell’Unione Europea – ha sottolineato Anna Ruedeberg, consigliere Cgie in Svizzera – non mettono limiti alla diffusione della propria lingua e della propria cultura. In paesi come la Germania, l’Inghilterra, la Francia e la Spagna, decisioni così forti non sono neppure ipotizzabili. In Italia, invece, il pensiero del Governo viaggia evidentemente in senso opposto e la diffusione della cultura italiana all’estero viene ritenuta superflua”.
(Cld/Sis)