Roma, 20 feb – Secondo Tonino Aceti, portavoce FNOPI, non si possono escludere assistenti sociosanitari da questo cambiamento, che li vede sempre più protagonisti. “E’ il nuovo infermiere la vera innovazione che il Servizio Sanitario Pubblico deve garantire e allo stesso modo in tutto il Paese. Ha un ruolo dirigenziale e di coordinamento, competenze specialistiche avanzate ed è sempre più in grado di riavvicinare il SSN – sottolinea Aceti – alle case delle persone attraverso l’infermieristica di famiglia e di comunità. E’ protagonista, attraverso un lavoro integrato con le altre professioni sanitarie, nel contrasto alle disuguaglianze che caratterizzano l’accesso alle cure nelle aree interne e più disagiate del nostro Paese – prosegue il portavoce FNOPI – nonché nell’attuazione delle grandi riforme in corso del SSN a partire dal Piano nazionale della Cronicità. Tutto questo mantenendo il suo tratto identitario che è la vicinanza ai pazienti e il rapporto con loro. Un elemento valoriale – conclude Aceti – importante sia professionalmente che per il “patto col cittadino” che da anni caratterizza gli infermieri”. Parte fondamentale nel processo di cambiamento dovranno essere anche i medici di medicina generale. “Per cambiare il SSN ci sono solo due strade percorribili – afferma Pier Luigi Bartoletti, Vice Segretario Nazionale FIMMG – o ci metti i soldi o cambi organizzazione. Visto che di nuovi fondi non se ne vedono all’orizzonte la domanda è: quando cambiamo l’organizzazione? Negli ultimi anni si sono tagliati un grande numero di ospedali, ma si stenta a riorganizzare l’assistenza sui bisogni nuovi. Se non si chiarisce prima cosa bisogna fare, quali livelli vogliamo assicurare, che grado di accessibilità offrire – conclude Bartoletti – non riuscire a cambiare il SSN”. Secondo l’esperto quindi per risolvere annosi problemi come le liste d’attesa, non servono solo nuovi fondi ma anche e soprattutto un approccio diverso a quello passato. Dello stesso parere anche altri esperti, intervenuti nel corso dell’Academy. “Uno dei principali punti in questione è se le risorse aggiuntive – dichiara Luciano Flor, Direttore Generale AOU Padova – che chiediamo serviranno per continuare quello che stiamo facendo o per migliorare l’attuale sistema. Per cambiare dobbiamo avere chiaro una cosa: che cosa serve e a chi?”. (SEGUE)