Il ministro del lavoro e dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, in un’intervista a ItaliaOggi, anticipa le novità del piano per le imprese. Un portale incentivi con un occhio di riguardo per le startup: 12 amministrazioni, che gestiscono oltre 60 misure al servizio della crescita e 20 mld di euro. “Oggi l’imprenditore partirà dalle sue esigenze e il portale, che è solo la prima fase di un progetto più ampio, riuscirà a rispondere con l’incentivo adatto anche al tipo di impresa in questione – spiega -. Parliamo di 12 amministrazioni, oltre 60 misure al servizio della crescita e di oltre 20 miliardi di euro. Abbiamo scelto il dialogo e siamo riusciti a mettere in connessione, grazie alle loro disponibilità, tutte le realtà che offrono un servizio alle imprese. Non solo il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero del Lavoro, ma anche Agenzia delle entrate, Cassa Depositi e Prestiti, Gse, Enea, Finest, Invitalia, Inps, Ice, Unioncamere, Sace, Simest, SofiCoop. Vogliamo offrire a chi vuole fare impresa la possibilità di avere un quadro completo degli incentivi disponibili. Le piccole e medie imprese rappresentano la colonna portante della nostra economia. Per questo vogliamo riportarle al centro del Paese, avviando un dialogo costante con loro”. E sottolinea anche che la strategia di supporto delle pmi “cambia radicalmente, ora ci siamo rimessi al passo di grandi Paesi europei come la Francia. Il Fondo Nazionale Innovazione avrà una dotazione iniziale di un miliardo di euro, ma entro il 2019 potrebbe già raggiungere i 2 miliardi grazie agli investimenti dei privati. C’era un grande vuoto per il settore delle startup, per tutti quei giovani e meno giovani con idee innovative che dovevano per forza di cose rivolgersi all’estero per tradurre il loro sogno in realtà. Ora le loro idee, che hanno per esempio reso grande nel mondo la Silicon Valley, potranno trovare sfogo in Italia e, perché no, per una volta potremmo essere noi ad attrarre le migliori menti dall’estero”. Ribadisce poi, sui reati tributari, il progetto di inasprimento delle sanzioni ma anche di taglio del cuneo fiscale. Inltre annuncia tutele per chi ha perso la Naspi con l’arrivo del reddito di cittadinanza: “La sperimentazione ha dato risultati intorno al migliaio di persone. Si è rivelato uno strumento che appare più utile a persone più lontane dal mercato del lavoro o che non vi sono ancora entrate. Oltretutto chi ha un basso assegno di Naspi rientra nel Rdc. E sono quelli che hanno più bisogno di incentivi per rientrare nel mercato del lavoro. Sui percettori di Naspi in genere con i nuovi servizi per il lavoro che costruiremo con le regioni ci saranno comunque più opportunità di reinserimento”. (12 mar – red)