Roma, 20 mar – Noja, in precedenza, aveva sottolineato anche il fatto che quota 100 “è un provvedimento
non strutturale, valido solo per 3 anni, per una spesa di 20 miliardi, che lascerà buchi enormi” ma è
soprattutto sul reddito di cittadinanza che si erano concentrate le critiche delle opposizioni: tra queste,
anche quella sulla norma che esclude la possibilità di accedere al programma a chi non abbia la residenza
in Italia da almeno 10 anni: un limite pensato “per tagliare fuori gli stranieri” ma con cui “si tagliano fuori
anche gli italiani che hanno risieduto all’estero oltre che i senza fissa dimora”. Per avere diritto al reddito di
cittadinanza infatti è necessario il possesso congiunto di determinati requisiti di residenza, reddituali e
patrimoniali: tra gli altri, essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno
10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa ed un Isee inferiore a 9.360 euro annui.
(PO / Sis)