Il Movimento 5 Stelle insiste con la cittadinanza per il piccolo Ramy, nonostante le ritrosie del collega di governo Matteo Salvini. Dopo Di Maio ieri, oggi è stata la volta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che in una intervista a Circo Massimo su Radio Capital ha spiegato che “il Paese dovrebbe dare un riconoscimento importante a un bambino che alla sua tenera età ha dimostrato di essere forte, capace di evitare una tragedia”. Secondo Bonafede “dobbiamo avere una spinta di emozione positiva. Se non è merito eccezionale quello di Ramy, non so qual è”. Questo non toglie ad ogni modo che “lo ius soli non è nel contratto di governo. Il M5S aveva più volte ribadito la posizione di porre lo ius soli nell’agenda dell’Europa”. Per questo “mi fa sorridere chi parla della legge sullo ius soli e non l’ha approvata quando era al governo. Mi sa di strumentalizzazione sui diritti. Inviterei le opposizioni a evitare”. La seconda parte dell’intervista è dedicata a Cesare Battisti, che ieri nel corso di un interrogatorio ha ammesso le proprie responsabilità nei 4 omicidi per i quali era condannato. “Gli intellettuali che scrivevano manifesti a favore di Battisti oggi farebbero bene a fare mea culpa e a chiedere scusa ai familiari delle vittime” dice Bonafede. “Il sentimento diffuso nell’opinione pubblica è giusto, si chiede che Battisti paghi il suo conto con la giustizia. L’impegno per l’arresto di Battisti lo ha portato in Italia a scontare l’ergastolo, e non meno come accordi precedenti”. Ultima battuta sulla Francia, che per anni, prima del Brasile, ha negato l’estradizione di Battisti. “Non perdo mai l’occasione di ricordare alla ministra della giustizia francese l’importanza che ha per noi la cattura dei latitanti italiani”.