Roma, 29 mar – Torna all’Opera di Francoforte, dove vide la sua prima esecuzione assoluta nel 1912 e dove mancava dal 1945, il capolavoro di Franz Schreker Der ferne Klang (Il suono lontano), in scena a partire da domenica 31 marzo alle 18. La nuova produzione è firmata dal regista veneto Damiano Michieletto, al suo debutto nella città sulle rive del Meno. Con lui lo scenografo Paolo Fantin, il costumista Klaus Bruns, e il light designer Alessandro Carletti. I video sono realizzati da Roland Horvath e da Carmen Zimmermann. Seconda opera di Schreker, Der ferne Klang è uno dei lavori più significativi del compositore austriaco e del clima culturale degli anni della Secessione viennese. Vi si racconta una storia di decadenza e redenzione dove arte e amore sono realtà inafferrabili, che solo il sogno e il desiderio rendono concrete. Un giovane musicista, Fritz, abbandona l’amata Grete per inseguire il successo e un misterioso “suono lontano” che racchiude la perfezione dell’arte. Soltanto di fronte alla morte capirà la tragica ironia del suo destino: lasciando Grete e respingendola con cinico moralismo quando la incontra in un lussuoso bordello veneziano, Fritz ha perso quel “suono lontano” che riconoscerà solo quando Grete, accorsa al suo capezzale, tenterà di ricongiungersi con lui. Il gusto tutto decadente di Schreker per i tormenti dell’inconscio e i colori lividi di una civiltà in decomposizione condannerà all’oblio l’autore – marchiato come “degenerato” dai nazisti nel 1933 – ma influenzerà suoi contemporanei come Zemlinsky e Korngold, di cui il Teatro alla Scala allestirà in primavera un’opera simile per deformazione onirica a Die ferne Klang: Die tote Stadt (La città morta). (BIG ITALY / SEGUE)