Roma, 4 par – “La riduzione della rappresentanza a una dimensione puramente simbolica, inoltre, priva le nostre comunità e i protagonisti delle nuove emigrazioni di un essenziale strumento di partecipazione e dialogo. Chi rappresenterà al Governo e al Parlamento i problemi aperti e le istanze che provengono dai quattro angoli del mondo? Si fa un bel parlare di cervelli in fuga, ma nelle nostre comunità vi sono problemi seri da affrontare. Come sarà possibile farlo se non c’è nessuno che potrà porli nelle sedi opportune e agli interlocutori giusti?”, aggiunge l’esponente dem. “La sordità di governo e maggioranza rispetto a queste domande legittima brutti pensieri, sospinti anche da una serie di provvedimenti punitivi nei confronti degli italiani all’estero che si sono succeduti in questa legislatura. Speriamo che non si tratti di un primo passo verso l’abolizione della circoscrizione estero, faticosamente conquistata grazie all’impegno della nostra emigrazione”. “Un segnale come questo, poi, non farà altro che deprimere e deludere i protagonisti più attivi della molteplice presenza italiana nel mondo e questo proprio mentre il Paese si sta reimmergendo in una fase difficile – conclude la Schirò – Per uscirne, come è già accaduto tante volte, anche di recente, sarà necessario contare su tutte le energie disponibili, soprattutto su quelle che all’estero potranno fare da ponte e da recettori degli interessi nazionali. Si fa ancora in tempo, dunque, a correggere un segnale sbagliato e dannoso”. (red / PO)