Roma, 5 apr – Il Consiglio generale degli italiani all’estero, in audizione in commissione Affari costituzionali della Camera il 3 aprile, ha precisato i motivi della sua contrarietà alla riduzione dei parlamentari eletti all’estero. Secondo il Cgie “la Circoscrizione Estero, creata con la riforma Costituzionale del 2000, risponde a due principi che non possono essere negati: il pieno esercizio dell’effettività del diritto di voto e di rappresentanza diretta dei cittadini italiani all’estero, e l’esigenza di non riversare all’interno dei Collegi elettorali italiani il voto di milioni di residenti all’estero che potrebbe di fatto condizionare o stravolgere le scelte locali. La Circoscrizione Estero è stata quindi ‘aggiunta’ alla mappa dei Collegi elettorali in Italia, mentre – del tutto contraddittoriamente – il numero dei rappresentanti eletti dagli italiani all’estero è stato ‘sottratto’ al totale degli eligendi in Italia e sarebbe di nuovo ‘sottratto’ al totale dei 200 senatori e 400 deputati previsto nel testo della modifica ora all’esame del Parlamento”. Quindi, è la proposta del Cgie, ai previsti 200 senatori da eleggere in Italia si dovrebbero aggiungere i 6 senatori eletti all’estero per formare un Senato di 206 persone e al numero di 400 deputati eletti in Italia si dovrebbero aggiungere i 12 deputati eletti all’estero per costituire 412 scranni nell’Aula parlamentare. (red)