Roma, 6 ago – “In occasione del 64esimo anniversario di quel terribile 6 agosto 1945, desidero innanzitutto rivolgere il mio pensiero alle vittime della spaventosa tragedia di Hiroshima. Rappresentano il tragico simbolo delle estreme conseguenze alle quali si può giungere quando il dialogo e la politica falliscono e si imbocca la via delle armi”. Così il ministro degli Affari esteri Franco Frattini ha ricordato con una celebrazione questa mattina a Roma l’anniversario dell’esplosione della bomba atomica 64 anni fa nella città giapponese. “Il mio auspicio – ha aggiunto Frattini – è che quindi il ricordo di quel doloroso periodo storico serva a richiamare gli Stati al dovere di realizzare, attraverso la ricerca costante del confronto e della comprensione reciproca, un sistema di convivenza tra i popoli fondato sul pieno rispetto delle diversità e sulla cultura del dialogo e della solidarietà. E che la memoria di Hiroshima contribuisca a indirizzare le relazioni internazionali verso un cammino di pace che non conosca armi di distruzione di massa”. Il ministro degli Esteri ha espresso inoltre “apprezzamento per il costante lavoro di sensibilizzazione, civile e culturale, svolto dal Comitato ‘Terra e Pace’, e per l’impegno dell’alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, cui viene dato oggi pieno riconoscimento con la consegna del premio di questa edizione. La figura dell’alto commissario venne istituita proprio a tutela dei rifugiati della seconda guerra mondiale – ha detto ancora Frattini -, e proprio per questo pensata inizialmente con un mandato limitato nel tempo. Purtroppo la logica della guerra ha reso tale mandato permanente. Ed oggi l’azione dell’alto commissario è diventata sempre più rilevante, al punto da risultare centrale nel sistema di protezione e promozione dei diritti umani”.
(Cle)