Roma, 21 gen – “Nessuno più dei patronati del CE.PA. e dell’ITAL, in particolare, conosce i problemi sociali, previdenziali e fiscali dei lavoratori italiani, emigrati compresi, e, soprattutto, dei quasi 100’000 lavoratori frontalieri italiani. Non solo le problematiche degli 80.000 che risiedono in Italia e che si spostano giornalmente in uno dei diversi Paesi confinanti, per lo più in Svizzera (55’000), ma anche delle altre migliaia di lavoratori emigrati italiani che vivono in uno dei tanti Paesi europei come, per esempio, il Belgio, la Francia, la Germania o il Lussemburgo e che, però, lavorano come frontalieri in un altro Paese limitrofo (in Europa vi sono complessivamente circa 800’000 lavoratori frontalieri). Anch’essi hanno, più o meno, gli stessi problemi sociali, previdenziali e fiscali dei lavoratori frontalieri che vivono in Italia come ben sanno gli operatori degli uffici ITAL che operano in quei Paesi da decenni ed i circoli della UIM in Europa”. Lo ha detto Mario Castellengo, vicepresidente ITAL e consigliere CGIE, che ha aggiunto: “Bene ha fatto, pertanto, la UIL a costituire la categoria della UIL-Frontalieri per consentire a tutti questi lavoratori di avere uno strumento di rappresentanza a livello nazionale per difendere al meglio i loro interessi bistrattati su due fronti, ovvero nel Paese di residenza ed in quello del lavoro. Un obiettivo, quello di costituire la UIL-Frontalieri, per il quale lo stesso patronato ITAL e le Camere sindacali UIL delle provincie di confine si sono molto spesi negli ultimi anni e che finalmente è stato raggiunto anche grazie alla determinazione che vi ha messo la Confederazione e, per essa, del suo Segretario organizzativo Carmelo Barbagallo. Altrettanto bene ha fatto il neo eletto Segretario Generale della UIL-Frontalieri, Pancrazio Raimondo, nel recente congresso costitutivo tenutosi a San Marino, come suo primo impegno, a farsi promotore di una iniziativa per arrivare al più presto ad uno Statuto del Lavoro Frontaliero che, ovviamente, troverà ogni sostegno anche da parte del patronato ITAL”.
(rED)