Roma, 10 giu – “Viene il dubbio che le cattive frequentazioni del Premier Berlusconi, da Gheddafi a Putin, passando per Lukashenko, stiano facendo breccia nell’approccio italiano al tema dei diritti umani”. Così il senatore del Pd Roberto Della Seta, primo firmatario di un disegno di legge sull’introduzione del reato di tortura nel codice penale, commenta le risposte dell’Italia al Consiglio dell’Onu. “L’Italia è un grande paese democratico, che ha scritto nella sua Costituzione e testimoniato in 60 anni di storia repubblicana il rispetto per i diritti dell’uomo.
Questo orientamento non può essere soggetto a oscillazioni legate ai mutevoli scenari politici interni”. “Non vorremmo – continua Della Seta – che questo preoccupante infortunio segni un inquietante disattenzione dell’attuale governo verso le tematiche dei diritti umani. I segni di questa deriva ci sono tutti , da alcune norme sull’immigrazione decisamente inadatte a uno stato di diritto, ai rapporti fin troppo stretti e amichevoli con dittatori o autocrati già menzionati, fino a quest’ultima presa di posizione sul tema della tortura” conclude della Seta.
(Red)