– Roma, 8 lug – “Alcuni anni fa, intervenni ad un convegno a Madrid sui servizi segreti a livello europeo; la mia relazione finì, in sintesi, agli atti del Sismi e fu trovata durante una perquisizione”. Insomma, non è una novità per il senatore Felice Casson, che da giudice indagò su Gladio, ricevere attenzioni da parte dei servizi segreti e confessa la sua indignazione in una intervista concessa al sito www.articolo21.info. “Era il tempo di Gladio – continua l’ex magistrato -. Immaginarsi. Addirittura, qualcuno era stato cacciato via per non aver trovato nulla su di me. Lo davo per scontato”. “Quel che viene fuori, in maniera più grave – sottolinea il senatore Ds – è che non si trattava di una parte deviata ma di un’attività che il Sismi riteneva istituzionale. Qui ripropongo il vecchio dilemma che ho sempre detto: i servizi deviati non sono mai esistiti ma quando hanno deviato nelle indagini sulle stragi lo hanno fatto perché erano istituzionalmente fatti per lavorare così. Quindi, non solo adesso. Anche quando depistavano per le stragi”. “Questo è gravissimo – insiste Casson -. Come ho avuto modo di affermare al Senato, in commissione Giustizia. E’ gravissimo. Come è grave il comportamento del governo Prodi sul caso di Abu Omar e Sgrena-Calipari. Credo che ci voglia veramente un ripensamento e una modifica profonda all’interno degli apparati. Perché, ripeto e dico, ci sono delle persone all’interno del centrosinistra che hanno paura di qualche cosa. Noi vorremmo sapere di chi hanno paura e di che cosa. Siccome non c’è trasparenza, rimangono questi punti di domanda molto forti e molto pericolosi per le istituzioni”. Il cronista di Articolo21 chiede: “Quindi, il rimedio principale contro questo tipo di inchieste è la sobrietà personale. Insomma, rimanere al di fuori e al di là da ogni tipo di accusa”. “Certo. Il punto è la trasparenza – risponde Casson -. Di non avere avuto e di non avere problemi. Di non avere nessun tipo di scheletro o scheletrino nell’armadio. Di non potere essere ricattati in nessuna maniera. Credo che non sia un caso che il Sismi avesse steso una rete così diffusa di controlli proprio per cercare di avere notizie da utilizzare in maniera diretta o indiretta. Questo è pericolosissimo. Perché dove non ricevevano notizie vere se le inventavano, creando il sistema delle veline”.