– Roma, 10 lug – Racconterà i misteri d’Italia l’ex direttore del Sismi? La domanda viene girata dal Corriere della Sera ad alcuni di maggiori esperti di questo oscuro filone della storia italiana. Secondo Aldo Giannuli, ricercatore di Storia contemporanea all’università di Bari, “considerato una sorta di enciclopedia vivente delle trame eversive in Italia”, consulente della Commissione stragi dal 1993 al 2001, Pollari starebbe mandando dei “messaggi”. Cominciando dagli anni Ottanta, laddove “viene subito in mente Ustica. Vicenda ancora per molti versi oscura. Pollari, di certo, sa qualcosa in più di tutti noi. Però, attenzione: lui non parla dell’anno 1980. Ma degli anni Ottanta. E allora escluderei che possa aver spedito un avvertimento ai politici dell’epoca. Ne sono rimasti in piedi pochi… No, io penso che stia parlando a qualcun altro. A chi, per capirci, in quegli anni compie una carriera brillante e rapida”. Ricorda quindi che “è in quel periodo che Gianni De Gennaro, il suo grande rivale, sale alla ribalta. E come ci sale? Partecipando alla gestione del pentito Tommaso Buscetta. Ora, tutti sappiamo che la figura di Buscetta è ancora avvolta da un velo di mistero, e perciò non escluderei…”. Giannuli ipotizza anche possibili stoccate ad Antonio Manganelli “e naturalmente a Luciano Violante” mentre quando Pollari allude alla missione italiana in Libano, pensa a “D’Alema” e quando minaccia di spiegarci cos’è accaduto con l’ex imam Abu Omar “dovremmo pensare a Berlusconi. Dico dovremmo perché questo che stiamo facendo è, come s’era detto, un giochino. Mentre io ci credo poi davvero poco, che lui, Pollari, sia davvero intenzionato a svelarci i segreti che sa. Siamo, temo, davanti a un esercizio di arroganza. Pura arroganza. Una roba che, per capirci, nemmeno De Lorenzo e Miceli, ai loro tempi, osarono tanto…”. (SEGUE)
