– Islamabad, 10 lug – Assalto dell’esercito pachistano alla “Moschea rossa”, roccaforte del fondamentalismo islamico a Islamabad. Il bilancio provvisorio è di 50 miliziani e otto soldati uccisi. L’operazione è stata condotta nel tentativo di liberare le 150 persone, per lo più donne e bambini, in ostaggio degli estremisti all’interno della Mosche Rossa L’operazione è partita alle 4 del mattino locali dopo che 20 bambini erano riusciti a fuggire. L’azione è stata la conseguenza del fallimento delle trattative tra il governo e i capi del luogo di culto che, anche con la minaccia di attentati suicidi, avevano chiesto di imporre la sharia, la legge islamica. Secondo il governo all’interno dell’edificio erano tenuti in ostaggio donne e bambini, mentre il mullah Abdul Aziz Ghazi – catturato mercoledì scorso mentre tentava di fuggire nascosto da un burqua – ha ribattuto che nessuno è all’interno della moschea contro il suo volere. Le forze regolari hanno per ora occupato la moschea e gran parte della scuola coranica femminile e hanno ucciso il capo della moschea, il l’altro capo religioso Abdul Rashid Ghazi, mentre si stava consegnando con altri quattro compagni. I soldati non erano inizialmente riusciti a entrare all’interno dei sotterranei, dove il leader si nascondeva protetto da donne e ragazzini utilizzati come scudi umani. Durante il primo assalto la guida religiosa aveva perso la madre, anche se le cause della morte sono ancora incerte. Secondo uno dei figli, Maulana Abdul Rashid, la donna è stata crivellata di colpi, mentre secondo altre fonti sarebbe stata soffocata dal fumo degli incendi e delle esplosioni. La stessa persona ha inoltre fatto sapere che “ci sono cadaveri ovunque”, e che “gli studenti coranici sono in altri edifici e determinati a battersi sino alla morte”. (SEGUE)
