Roma, 10 ago – A ridurre il peso degli aumenti del prezzo dei carburanti che grava inevitabilmente sulle tasche italiane potrebbe essere un decreto interministeriale. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, lo dichiara al termine dell’incontro con i petrolieri non escludendo la possibilità di procedere con un decreto legge “perché in Parlamento abbiamo già una norma che, oltre una certa soglia del prezzo del petrolio, sterilizza l’Iva”. Il decreto dunque si farà, secondo il ministro, ma sarà necessario attendere settembre-ottobre: “Tramite il disegno di legge attualmente in Parlamento o tramite un decreto interministeriale – ha comunque garantito – si potrà procedere alla riduzione delle accise sui carburanti. E’ un contributo psicologico ed economico – ha sottolineato – che non riguarda i livelli di tassazione, che sono nella media dell’Europa dei 15”. Al tempo stesso però il ministro Bersani ha sottolineato come non sia quello fiscale il problema principale del settore. Il punto è l’esistenza “di una differenza strutturale con il prezzo delle benzine europeo non dovuta alle accise, ma al meccanismo distributivo più arretrato” e la conseguente necessità da parte dei petrolieri “di assumere responsabilità rispetto alla battaglia per tenere bassa l’inflazione”. Dunque, secondo il ministro, “il problema non sono le accise sulla benzina e a chi mi chiede di procedere con decreto, rispondo che in Parlamento c’è un ddl sulle liberalizzazioni che ci fa fare molto prima. L’ipotesi di sterilizzare l’Iva è solo per arginare possibili infiammate del mercato, ma si tratta di temi diversi rispetto al costo attuale della benzina. In più abbassare le accise non vuol dire produrre riflessi sul consumatore”. Il vero nodo della questione dunque, non è il problema fiscale, ma “lo zoccolo strutturale del sistema di distribuzione” italiana che è “arretrato” rispetto a quello europeo. A ciò si aggiunge, poi, un “elemento carsico” fatto dall’andamento dei prezzi italiani rispetto alla media Ue che, ha aggiunto il ministro, “qualche volta ci preoccupa”. Concorrenza da parte delle compagnie e risolvere il problema della distribuzione potrebbero essere i due rimedi da seguire. Intanto, però, i petrolieri devono assumersi “le proprie responsabilità rispetto alla battaglia per tenere bassa l’inflazione”. Invito che Bersani giustifica precisando che “un centesimo sul prezzo del carburante vale 463 milioni di euro. Non sono noccioline. Ho invitato a una piena attenzione e a esprimersi in termini di concorrenza verso il consumatore”. Un invito a cui il ministro ha aggiunto la necessità di chiedere un parere all’Antitrust sulla possibilità di avere più trasparenza per informare i consumatori dei prezzi più vantaggiosi dei carburanti. Il ministro, ricordando che il motivo dell’incontro nasce dall’allargamento del divario tra i prezzi italiani e quelli medi europei, ha anche aggiunto: “Se devo giudicare dall’incontro di oggi, risposte esaustive a questo fenomeno non ne sono venute, mentre sono arrivate dai comportamenti dell’ultima settimana, con la riduzione dei prezzi della benzina ma non del gasolio. E questo è un dato difficile da giudicare”. Giudizio positivo anche per l’Unione petrolifera “in quanto, sgombrato il campo da ogni accentuazione emotiva, ha consentito di riportare il problema ad una dialettica costruttiva ed anche di evidenziare l’impegno che le imprese, tra mille difficoltà, continuano ad attuare per razionalizzare e rendere più efficiente il sistema distributivo”. Un rinvio a settembre per la sterilizzazione dell’Iva non condiviso dal presidente dell’Adoc, Carlo Pileri. In una nota ha infatti ha affermato di rimandare a dopo l’estate l’intervento sulla “sterilizzazione dell’Iva”, quando i flussi di traffico sono ormai finiti. “Ancora una volta è uscita la forza delle lobby – continua Pileri – e la debolezza di questo governo, così come dei precedenti”. Dello stesso parere è anche Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc: “L’avevamo detto che l’incontro del ministro alla Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, e i petrolieri si sarebbe risolto in un flop. Come l’allora ministro Claudio Scajola annunciò una commissione per lo studio dei prezzi della benzina, che non ci risulta abbia prodotto alcunché, così il ministro Bersani convoca una riunione i cui esiti sono chiari fin dall’inizio: il nulla”.