Londra, 2 set – Bob Dylan, cantautore ed icona “maledetta” del rock, per la prima volta è stato apprezzato anche dalle istituzioni. Il mese prossimo, in occasione della Giornata Nazionale della poesia, accademici e poeti hanno deciso di fare delle sue canzoni il tema portante della manifestazione. A renderlo noto è stato l’Indipendent. Fu lo stesso Dylan a dire “mi considero per prima cosa un poeta e poi un musicista. Vivo come un poeta e morirò come un poeta”. Ora gli si rende giustizia tramite i giovani, i bambini delle “secondary school”, le nostre scuole medie, che parteciperanno alla giornata scrivendo anche una “ballata” ispirata al maestro, sul tema del sogno, argomento scelto dalla manifestazione. Il dottor Richard, docente di letteratura moderna alla Leeds University ha sottolineato che “I testi di Dylan sono pieni di interesse e di vita. E’ vera poesia. Parte del suo potere sta nel fatto che prende spunto dalla tradizione orale”. Il poeta scozzese John Burnside è d’accordo. “Penso che sia grande – ha detto -. Dylan è stimato più di qualunque altro produttore di canzoni. E’ a cavallo fra la tradizione orale e ciò che può essere considerata come cultura accademica. Mette, infatti, nei riferimenti letterari autori come Blake e Ginsberg”.