Parigi, 6 set – Parte domani con il match Francia–Argentina la sesta edizione della coppa del mondo di Rugby. Con 20 nazionali partecipanti divise in quattro gironi da cinque e un pubblico stimato in quasi 5 miliardi di telespettatori, l’evento che quest’anno si svolge in Francia si configura come uno dei più importanti eventi sportivi dell’anno. Nelle cinque edizioni precedenti hanno trionfato Nuova Zelanda, Sudafrica, Inghilterra e due volte l’Australia. Quest’anno, ovviamente, i padroni di casa, già campioni in carica del Sei Nazioni, sperano di cancellare lo “0” dalla voce “coppe del mondo vinte”. Del resto oltralpe sembra già essere scoppiata la rugby-mania: negli stadi si attendono 2,5 milioni gli spettatori, con 250 mila tifosi giunti dall’estero, il tutto per un giro d’affari che sfiora gli 80 milioni di euro. Quanto all’Italia, gli azzurri debutteranno sabato prossimo a Marsiglia contro i mitici All Blacks neozelandesi, neanche a dirlo strafavoriti e circondati dalla consueta aura di leggenda. Praticamente la partita che ogni rugbista vorrebbe giocare, come ha confermato Alessandro Troncon: “Penso che sia nello spirito di ogni rugbista puntare ad esprimersi al meglio contro gli All Blacks e cercare di fare il miglior risultato possibile. Ci vorrà tanta umiltà e tanta voglia”, ha dichiarato oggi il trentaquattrenne mediano di mischia, che peraltro in Francia giocherà la sua quarta edizione dei Mondiali. Il ct azzurro Berbizier, intanto, ha già reso noto il XV che scenderà in campo sabato e che sarà composto da Bortolussi, Robertson, Masi, Mirco Bergamasco, Stanojevic, De Marigny, Troncon, Parisse, Mauro Bergamasco, Zanni, Bortolami, Dellapè, Castrogiovanni, Ongaro, Perugini. A disposizione: Festuccia, Lo Cicero, Bernabò, Vosawai, Griffen, Canale, Galon. L’obiettivo, per gli azzurri, è raggiungere per la prima volta i quarti di finale. Nel girone iniziale, l’Italia dovrà però vedersela, oltre che con la Nuova Zelanda, anche con Scozia, Romania e con l’esordiente Portogallo, fatto per 29 trentesimi di dilettanti. Proprio con queste ultime gli azzurri giocheranno rispettivamente la seconda e la etrza gara, per arrivare presumibilmente con 4 punti all’ultimo match con la Scozia che, salvo clamorosi risultati, dovrebbe decidere il nome della seconda squadra qualificata del girone (dando per scontato il passaggio dei neozelandesi). Se l’Italia ambisce ai quarti, per la vittoria finale sono in lizza anche Australia e Sudafrica, oltre a Nuova Zelanda e Francia, di cui già si è detto. La Coppa del mondo di rugby (il cui trofeo, alto 38 centimetri, è intitolato a Webb Ellis, inventore della disciplina) è stata inizialmente concepita nel 1983, quando l’Australian Rugby Union e la New Zealand Rugby Football Union, hanno scritto, in maniera indipendente, alla International Rugby Board – la Federazione internazionale – per esortarla a creare una manifestazione a livello mondiale per questa disciplina, come già accadeva per tutti gli altri sport. Nel 1985 l’Irb ha approvato la richiesta, organizzando la prima edizione della Coppa del mondo che si è poi tenuta in Australia e Nuova Zelanda nel maggio-giugno 1987. La prima edizione andò agli All Blacks e, clamorosamente, da allora è rimasto il loro unico successo mondiale. Chissà che il palmares maori non torni ad arricchirsi proprio in Francia.