Parigi, 14 set – Il Tribunale di Versailles ha respinto la richiesta di libertà provvisoria per Marina Petrella, l’ex brigatista arrestata il 22 agosto scorso ad Argenteuil, periferia Nord di Parigi, e già condannata all’ergastolo in Italia, nel processo Moro-ter, per le azioni compiute dalle Br tra il 1977 e il 1982 a Roma. Il Tribunale non ha accolto la richiesta dei legali della donna in quanto pensa che esista il rischio concreto che Marina Petrella tenti di fuggire dalla Francia prima dell’estradizione in Italia. La notizia della mancata scarcerazione è stata accolta positivamente da diversi esponenti politici. Luca Volontè, capogruppo dell’Udc alla Camera, afferma: “Ora ci attendiamo che la richiesta di estradizione presentata dall’Italia possa essere accolta con lo stesso spirito che sembra aver finalmente sgretolato la ‘dottrina Mitterand’, affinché tutti i terroristi assassini e sanguinari rifugiati Oltralpe scontino le condanna nelle patrie galere”. Giampiero Catone, capogruppo vicario della Democrazia cristiana per le Autonomie alla Camera, commentando la “buona notizia per la lotta al terrorismo”, si unisce all’appello: “Ora si dia seguito alla richiesta di estradizione dell’Italia per scontare la condanna all’ergastolo”. Anche Silvana Mura, deputata di Italia dei valori, sottolinea: “Visto che, fortunatamente, con l’arrivo di Sarkozy la condotta del governo francese è cambiata rispetto al passato, invitiamo il nostro governo ad attivare tutte le procedure necessarie per ottenere l’estradizione della Petrella e dei latitanti italiani che ancora si trovano sul suolo francese”. La deputata Idv riconosce al presidente francese “un grande coraggio”, visto che, spiega, “da un sondaggio del Nouvel Observateur risulta che il 67 per cento dei francesi considera i brigatisti rossi degli eroi”.
(Fca)