Milano, 16 set – “E adesso? Dopo il V-day? La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali. I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli”. Così, archiviata la manifestazione di una settimana fa, Beppe Grillo ha rilanciato oggi, dal suo blog, la nuova sfida del popolo del V-Day: quella di passare dalla “semplice” protesta all’azione politica. Con tanto di certificazione ufficiale “beppegrillo.it”. “I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo – scrive l’attore – Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche. Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenza ‘beppegrillo.it’. Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati. Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più liste in una stessa città”. “Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni e esperienze attraverso una piattaforma comune on-line che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog – prosegue Grillo – Io non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi. Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale. La loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di se stessi. I cittadini che si fanno politica. Per le liste civiche rimanete sintonizzati sul blog. Stay tuned”. La proposta del comico genovese arriva dopo la sua chiacchieratissima performance alla Festa dell’Unità di Milano. Dopo il successo del V-day bolognese, infatti, Grillo ha fatto registrate il tutto esaurito anche sabato sera; i quasi 9 mila posti del Palasharp erano tutti occupati. Ed è stato proprio il governo a finire nel mirino del sarcasmo del comico genovese. A iniziare dal premier Romano Prodi, identificato come “il presidente che mi riceve e dorme” e dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, “un impresentabile Guardasigilli, dice di aver fatto approvare il 51 bis, ma è il 41 bis l’articolo sul carcere duro ai mafiosi”. Con quello che definisce “baffetto-D’Alema” va giù pesante. “Ma taccia lui, attacca me – incalza il comico – perchè dedico spazio a quelli con i soldi e lui qualche giorno prima delle elezioni dice compriamo una banchetta”. E del Pd dice “è una roba che nasce già morta”. Man mano che le parole scorrono gli attacchi si dirigono verso tutta l’attuale classe politica italiana. “L’Udc? Unione dei carcerati. Mele va a puttane e chiede il rimborso spese perchè è lontano e Casini fa il family Day perchè di famiglie ne ha due”. Ha una parola da spendere anche per la moglie di quello che chiama psiconano, cioè Berlusconi, alla quale dice “te la prendi con le veline ma hai sposato un puttaniere”.