Roma, 20 set – “Durante questa mia prima esperienza da parlamentare italiano eletto all’estero, ho cercato in tutti i modi di affrontare e discutere nelle sedi opportune l’annoso problema dell’assistenza sanitaria per i nostri connazionali residenti oltre confine. Nelle mie note e nei miei comunicati, ho sottolineato più volte che con la salute non si scherza, perchè è la prima cosa. Gran parte del mio programma politico è stato improntato alla richiesta di provvedimenti che possano riconoscere agli italiani del mondo gli stessi diritti sanitari , a prescindere dalla loro età o dal loro stato sociale-economico-politico”. Lo ha detto Antonella Rebuzzi, senatrice di Forza Italia eletta in Europa, parlando “delll’ ingiustizia che subiscono tutti gli italiani residenti all’estero rispetto all’assistenza sanitaria”. “Dispiace constatare – spiega la Rebuzzi –, e vorrei che anche tutti i miei colleghi se ne facessero un cruccio personale, che dopo più d’un anno dall’insediamento di noi eletti all’estero, nessuno al governo si è mostrato sensibile a questo tema, e nemmeno i più vicini alla compagine governativa sono riusciti a toccare una questione così importante quanto delicata, che riguarda tutti gli italiani che vivono lontano dal BelPaese”. “L’assistenza sanitaria da parte dello Stato – continua l’azzurra – è un diritto inalienabile di tutti. E deve esserlo anche per gli italiani nel mondo, in un modo o nell’altro. Questo “non fare nulla” sta diventando insopportabile, e non fa altro che alimentare – anche nelle comunità italiane nel mondo – quel vento di qualunquismo e di anti-politica che già sta soffiando forte nel nostro Paese”. “Dobbiamo prendere una volta per tutte il coraggio a 4 mani – anzi, a 36, noi tutti eletti all’estero – e farci sentire più forte, uniti e determinati, per risolvere un problema che assilla indistintamente tutti i connazionali, tutti gli elettori – conclude la senatrice –. Mi auguro che, prima della scadenza di questa legislatura, gli italiani nel mondo possano essere considerati a livello degli italiani d’Italia anche e soprattutto per quanto riguarda l’assistenza medica”.
(Cog)