Gerusalemme, 23 set – Nei prossimi giorni saranno liberati una novantina di prigionieri palestinesi che si trovano nelle carceri dello Stato ebraico. Lo hanno deciso a maggioranza i ministri del governo di Ehud Olmert. La mossa del governo israeliano, in occasione della ricorrenza islamica del Ramadan, mira a rafforzare il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, e a far perdere peso ai radicali di Hamas. Nel pomeriggio, un’apposita commissione ministeriale israeliana, stilerà la lista dettagliata dei detenuti che beneficeranno del gesto di clemenza. Stando alle indiscrezioni si tratta in gran parte di militanti di Al-Fatah, del Fronte popolare e del Fronte democratico per la liberazione della Palestina. A favore del provvedimento hanno votato 16 ministri. Contrari all’amnistia i ministri del partito ortodosso, Shas, e del partito di destra, Israel Beitenu. Il leader di Shas, Ely Yshai, ha poi spiegato di aver espresso parere negativo perché “in passato misure analoghe non hanno avuto l’effetto sperato da Israele”. Mentre per il vicepremier Shaul Mofaz, un dirigente di Kadima, si tratta di “un atto di debolezza”. “Nei territori palestinesi, ha detto Mofaz a radio Gerusalemme, “ci sono una leadership a due – teste, il caos e l’anarchia interna”. La precedente liberazione da parte di Israele di 250 detenuti palestinesi non ha avuto, a suo parere, alcun effetto positivo: “Ancora oggi – ha aggiunto – l’Anp non è in grado di assumersi le proprie responsabilità”, in Cisgiordania. “Sono solo i nostri militari a bloccare le attività terroristiche in Cisgiordania”, ha detto il ministro. L’ultima liberazione di massa di detenuti palestinesi in Israele risaliva allo scorso luglio, quando ne furono rilasciati oltre duecentocinquanta, quasi tutti membri di Fatah, in risposta alla violenta presa del potere della Striscia di Gaza da parte di Hamas, a giugno. Come condizioni per godere del provvedimento di clemenza, ribadite nei giorni scorsi da Olmert, erano state fissate: l’estraneità a fatti di sangue, l’impegno a rinunciare alla lotta armata e la fedeltà ad Abu Mazen. Dovrebbero inoltre essere adesso liberati solo prigionieri che debbano ancora scontare più di un anno di pena. Dopo le tensioni dovute alla decisione del governo israeliano dei giorni scorsi di dichiarare la Striscia di Gaza “entità nemica”, l’annuncio di oggi vuole allentare la tensione in vista della conferenza internazionale di pace sul Medio Oriente, voluta del presidente americano George W. Bush, e che si terrà alla metà del prossimo novembre negli Stati Uniti, probabilmente a Washington. Olmert e Abu Mazen si erano incontrati nei giorni scorsi a Gerusalemme, e durante la settimana passata avevano avuto colloqui separati con il segretario di Stato amenricano, Condoleezza Rice, di nuovo in missione nella regione.