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PATRONATO INCA-CGIL: IN SVIZZERA CINQUANT’ANNI DI ATTIVITA’ (2)

it@withub.it by it@withub.it
24 Settembre 2007
in Archivio News dal mondo
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Losanna, 24 set – Ripercorre invece i passi della lunga storia dell’emigrazione italiana in Svizzera il Coordinatore Esteri di Inca Cgil, Antonio Bruzzese e lo fa raccontando un pezzetto di storia di questo Paese. “Sono stati oltre due milioni e mezzo gli italiani che hanno ottenuto la cittadinanza Svizzera negli ultimi 140 anni. I primi flussi di emigrati italiani verso i vicini d’oltralpe – spiega Bruzzese – è iniziata agli inizi dell’Ottocento con l’avvio dei lavori di ristrutturazione della strada del Gottardo. A questi, via via negli anni, seguirono le richieste di manodopera per i lavori del Sempione, del Lotschberg, il Richen, il Hauenstein e il Mont d’Or. Grandi opere che vedono la presenza di lavoratori italiani. I rapporti tra i due Paesi e i trattamenti economico-legislativi degli stranieri sono sempre stati all’avanguardia: già nel 1864, un primo trattato italo-svizzero riconosceva uno statuto giuridico ai lavoratoriche si spostavano per motivi di lavoro. A questo seguì la convenzione di commercio sottoscritta da Italia e Svizzera nel 1904 che rappresenta uno dei primi trattati internazionali per la protezione sociale. Ai lavoratori vittime di infortuni sul lavori, veniva assicurata la parità di trattamento”. “Nel 1921 – racconta ancora Bruzzese – un accordo tra i due Paesi stabili’ la parità di diritti dei lavoratori in materia di indennità di disoccupazione. Nel dopoguerra, 1948, fu firmato il primo accordo organico italo-svizzero per regolare i flussi di manodopera dall’Italia”. Poi Bruzzese ricorda l’accoglienza riservata dalla Svizzera ai perseguitati politici e in particolare agli ebrei italiani, durante la persecuzione nazi-fascista. “La Svizzera – spiega il coordinatore dell’Inca Estero – accolse oltre 4.000 ebrei italiani salvando loro la vita”. La presenza in Svizzera dei patronati ed in particolare dell’Inca con i servizi offeri agli emigrati cresce e si consolida negli anni. “Nel 1925 è stata fondata a Ginevra la prima colonia libera italiana e rappresenterà il prototipo dell’organizzazione dei lavoratori italiani in Svizzera. Il lavoro dei patronati venne accolti bene sin dal principio. “ La tragedia di Mattmark, del 30 agosto 1965, nella quale perdettero la vita 83 lavoratori (tra questi 57 italiani)- ricorda Bruzzese – mise in evidenza la necessità di una maggiore protezione dei lavoratori”. Nonostante la Svizzera non abbia aderito all’Unione Europea, in materia di sicurezza sociale ha accettato l’applicazione della normativa comunitaria. “Tra i problemi che si pongono oggi ai lavoratori emigrati – conclude Bruzzese – c’è quello legato al calcolo della pensione. Un decreto legge su questo tema è fermo in Parlamento e ci auguriamo che venga discusso presto”. “In questo anniversario dei 50 anni di attività del patronato Inca possiamo dire con orgoglio che nella globalizzazione Inca Cgil si occupa ancora delle persone”.
(Iil)

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