Milano, 26 set – “Entro un mese sarà pronta un’organica proposta di riforma del sistema di voto dei nostri connazionali all’estero”. Ad annunciarlo è il viceministro degli Esteri Franco Danieli, titolare della delega per gli italiani nel mondo, in un’intervista esclusiva rilasciata al sito www.lombardinelmondo.org. “Qui c’è la massima volontà di collaborare – dice il viceministro – ma se vedrò sperperi inutili sarò il primo a denunciarli”. “Non sono un uomo da spoil sistyem. E soprattutto nel ministero degli Esteri non c’è bisogno di smantellare – prosegue Danieli –. Qui c’è una consolidata articolazione e strutturazione del ministero. Non c’è da inventare nulla, solo da dare risposte sempre migliori, attraverso l’innovazione e senza cercare soluzione miracolistiche. Nel passato governo questo era un ministero senza portafoglio, anche se c’era, era piccolo, si trattava di qualche milione di euro appena, che veniva utilizzato per attività convegnistiche, essenzialmente. Qui qualcosa è cambiato: non abbiamo tanti soldi per fare convegni, ne abbiamo fatti di meno, ma la scelta è stata quella di non avere un ministero autonomo. E questo, dopo che Prodi aveva interpellato gli eletti all’estero e quanti si occupavano del tema e noi avevano deciso in un governo un po’ sovrabbondante di essere gli unici a rinunciare a un ministero, a vantaggio di un viceministro con delega pesante incardinato entro il luogo dove vi sono risorse di bilancio, strutture, competenze e professionalità. Abbiamo preferito l’operatività ai simboli”. “Altro elemento di discontinuità è stato dedicare il primo anno di lavoro essenzialmente al recupero di risorse economiche, con ottimi risultati per quanto riguarda l’assistenza diretta ai connazionali in difficoltà – ha proseguito Danieli –. Nel 2001, da sottosegretario agli esteri incaricato degli italiani nel mondo, avevo lasciato questo capitolo, a 23 milioni di euro. Nel 2006 sullo stesso capitolo ho ritrovato circa 12 milioni, quest’anno è ritornato a 20. Simile l’andamento di tutti gli altri capitoli relativi agli italiani nel mondo. L’assistenza diretta è una priorità specie in aree di forte presenza come il Sudamerica, dove vi è un sistema di welfare privatizzato, tale per cui solo chi ha soldi riesce a garantirsi una buona assistenza medica ed ospedaliera”. “Abbiamo innovato su questo, passando da una vecchia concezione di assistenzialismo a un sistema moderno – aggiunge il viceministro –. Prima si andava dal console, che poteva concedere l’erogazione di una tantum sino a 1032 euro, verificate le condizioni d’indigenza, e orientare il cittadino verso strutture ospedaliera convenzionata localmente. Tutto era molto paternalistico. Ora abbiamo aumentato l’assegno d’indigenza a 1500 euro, che in alcuni paesi dell’America Latina equivale ad un’annualità di pensione. In più siamo passati da una rete di convenzioni molto variegata a una situazione più organica, procedendo attraverso gare pubbliche alla stipula di polizze assicurative annuali, uscendo dal concetto di assistenzialismo puro”. “Le polizze sono state stipulate in Colombia, Messico, Venezuela, mentre le gare sono in dirittura d’arrivo in Uruguay ed Argentina. Alla fine copriremo tra i 12 ed i 14mila connazionali oggi senza polizze sanitarie”, conclude Danieli.
(Cog)