Roma, 26 set – Le retribuzioni dei contratti collettivi nazionali sono cresciute dello 0,2 per cento nel mese d’agosto e del 2 per cento rispetto ad agosto 2006, mentre nel periodo gennaio-agosto 2007 l’aumento rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno è stato del 2,4 per cento. Lo comunica l’Istat sottolineando che il dato riguarda il 29 per cento degli occupati dipendenti. L’aumento mensile deriva da numerose applicazioni contrattuali. In particolare, il rinnovo del contratto delle poste, gli aumenti tabellari previsti da alcuni contratti (trasporto merci su strada e servizi di magazzinaggio), l’aggiornamento degli importi relativi all’indennità di vacanza contrattuale per i dipendenti regolati dai contratti del credito e delle telecomunicazioni, nonché la variazione di specifiche indennità in un contratto provinciale dell’edilizia. Nel mese di agosto, a fronte di una variazione tendenziale media del 2 per cento, gli incrementi più elevati si osservano nei seguenti comparti: energia elettrica, gas e acqua (più 5,1 per cento), edilizia (più 4,1 per cento), attività connesse ai trasporti (più 3,7 per cento), servizi alle famiglie (più 3,5 per cento). Viceversa, gli incrementi più contenuti si riscontrano nei comparti militari difesa e assicurazioni (per entrambi, più 0,6 per cento) e credito (più 0,5 per cento); per i contratti pubblici esercizi e alberghi, scuola, ministeri, regioni e autonomie locali, servizio sanitario nazionale e forze dell’ordine la variazione risulta nulla. Relativamente all’insieme di contratti monitorati dall’indagine, si riscontra inoltre un moderato incremento della quota dei dipendenti coperti dai contratti in vigore, dal 25,7 per cento osservato a luglio al 27,2 per cento di agosto: a fronte del recepimento dell’accordo delle poste, vi è stata la contemporanea scadenza del termine di vigenza dei contratti servizi postali e autorimesse e autonoleggio. Alla fine del mese risultano pertanto in vigore 39 accordi, che regolano il trattamento economico e normativo di 3,6 milioni di dipendenti. Per contro, sottolinea l’Istat, risultano scaduti 37 contratti relativi a circa 8,7 milioni di dipendenti e al 72,8 per cento del monte retributivo totale. La quota di contratti nazionali in vigore sottende situazioni molto differenziate a livello settoriale: la copertura è infatti totale nell’agricoltura e nell’edilizia, mentre livelli di copertura più contenuti caratterizzano i settori trasporti, comunicazioni e attività connesse (70,9 per cento, in aumento rispetto al mese precedente) e industria in senso stretto (40,3 per cento). Quote decisamente inferiori caratterizzano il settore dei servizi privati (6,9 per cento) e quello del credito e assicurazioni (2,9 per cento). Infine, relativamente alla pubblica amministrazione e al commercio, pubblici esercizi e alberghi, tutti i contratti osservati dall’indagine risultano scaduti (copertura nulla). Ad agosto 2007, per quanto riguarda l’intera economia, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 71 per cento, in leggero calo rispetto al mese precedente (72,3 per cento), ma in notevole aumento rispetto ad agosto 2006 (39,6 per cento). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media circa 12, in aumento di poco più di un mese rispetto a luglio 2007 (11,1 mesi) e di oltre 3 rispetto al medesimo mese dell’anno precedente (8,8 mesi). L’attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è di 8,6 mesi: erano 8,0 a luglio 2007 e 3,5 ad agosto 2006.
(Caf)