Trento, 5 ott – Si è concluso tra esperienze e testimonianze da tutta l’Europa in tema di formazione e integrazione di immigrati, in ambito professionale, sociale, culturale e politico, la “tre giorni” del Convegno organizzato a Trento dall’Associazione Trentini nel Mondo, in collaborazione con l’Eza (Centro Europeo per le questioni dei lavoratori) e dell’Unaie (Unione nazionale delle Associazione di Immigrati ed Emigrati). Lo scopo prefissato dagli organizzatori e partecipanti si è mosso sull’impegno di rendere l’Unione Europea una società di conoscenza più competitiva e dinamica del mondo entro l’anno 2010, attraverso anche lo sviluppo di una dimensione europea dell’istruzione e della formazione. A tal proposito la Trentini nel Mondo ha attivato la sua rete associativa, locale ed internazionale, per offrire un momento di confronto e crescita su questo tema e per mettere a disposizione la storia e l’esperienza, nell’arco di mezzo secolo di attività, con gli emigrati nel mondo. Radicate nella cultura della mondialità, l’associazionismo d’emigrazione esse possono ricoprire un ruolo in grado di permettere alle nuove generazioni di non chiudersi nel loro finto benessere, ma di disporsi continuamente alle migrazioni per accettare il confronto multi-culturale. Docenti universitari, funzionari, dirigenti delle diverse categorie, rappresentanti delle Istituzioni Pubbliche, locali e nazionali hanno contribuito a rendere l’incontro ricco di esperienze e di tematiche interessanti. Dopo il saluto di Domenico Azzia, presidente uscente dell’Unaie, e la lettura di alcune poesie del poeta emigrato Franco Aste, i lavori si sono aperti con la relazione di Kadrija Hodzic dell’Università di Tuzla (Bosnia Erzegovina), che ha toccato i temi dell’identità, della nazionalità, dell’etnia, in rapporto a quello dell’emigrazione, facendo anche l’esempio degli stessi trentini insediatisi in quei territori. Di seguito si è registrato l’intervento di Frederic Spagnoli dell’Università di Besancon (Francia) che ha riportato il lavoro del proprio master compiuto presso l’Università di Trento: un’analisi su come la mobilità può influenzare l’identità. Nel suo lavoro ha svolto in maniera approfondita una sorta di paragone fra la realtà algerina in Francia e i trentini in Bosnia Erzegovina. Un’esperienza di formazione continua per gli immigrati in Spagna è stata riportata da Maria Lopez Escudero, presidente di Afammer (Asociacion de Familias y Mujeres del Medio Rural) della comunità di Madrid e membro del Centro sociale dei lavoratori. Escudero ha illustrato le diverse possibilità offerte agli immigrati di superare ostacoli di tipo linguistico o culturale, per intraprendere attività economiche in proprio. Dopo la Spagna, è stata la volta della Germania con Edith Pichler, originaria di Bolzano, ma cresciuta a Cles, docente presso l’Università di Berlino, e Maurizio Libbi, presidente dell’Ente Gestore As.Sissi di Colonia, esperto di problematiche della formazione. I due esperti, attraverso una serie di dati e comparazioni, hanno potuto verificare il grado, non sempre soddisfacente, di integrazione scolastica, professionale ed economica degli italiani in Germania, a confronto anche di altre nazionalità ed etnie presenti sul territorio. Lo stato della cultura francese è stato esposto da due figure di spicco del panorama istituzionale: Gilles Bonnevialle, già capo di Gabinetto del Ministro della Cultura ed amministratore del Domaine National Saint Cloud di Parigi, e da Jean Luc Di Paola Galloni, di origini trentine, docente universitario di fama internazionale. Bonnevialle ha incentrato il proprio intervento sulle opportunità e le problematicità nei mestieri della cultura in Francia e della grande disparità fra la capitale Parigi ed il resto della nazione. L’intervento di Di Paola Galloni è stato incentrato invece sull’internazionalizzazione delle competenze, sulla mobilità e flessibilità lavorative, invitando i giovani presenti a costruire un proprio curriculum, non tanto sulla laurea universitaria, quanto sulla diversità di apprendimenti e linguaggi professionali. Un interessante contributo è stato poi presentato da Piero Pinna e Natalino Croci del Progetto Acli Fiandre (in Belgio), in cui sono attivate con successo alcune consulenze specifiche e molto concrete a supporto degli immigrati che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro belga; il successo di tale iniziativa sta nella differenziazione delle proposte e nel seguire personalmente ogni persona in tutto il processo di inserimento lavorativo. Gli ultimi interventi sono stati quelli italiani con: l’esempio di una scuola di formazione culturale e politica e la testimonianza di una giovane volontaria dell’Associazione alla recente Youth Conference a Bruxelles, promossa dall’Eza.
(Cld / Ces)