New York, 8 ott – Gli spettatori dei video musicali si spostano dalla televisione al web: Yahoo, la prima destinazione online per la musica, trasmette 240 milioni di video musicali al mese; Mtv, che oggi dedica metà della sua programmazione a intrattenimento diverso dai video-clip, non è andata oltre 1 milione di spettatori in prima serata ad agosto. “Internet è la principale destinazione per i consumatori in cerca di video musicali”, secondo Rio Caraeff, executive vice president di eLabs, la divisione digitale di Universal Music Group. “Quando noi pubblichiamo un video, lo mettiamo come al solito su Mtv ma il maggiore impatto in termini di audience ed entrate lo otteniamo online”. In passato i video venivano dati alle emittenti come Mtv per promuovere la vendita di Cd. Oggi, le case discografiche fanno pagare l’uso del video. “E’ chiaro che dobbiamo farci pagare per il nostro contenuto”, dice Thomas Hesse, presidente della divisone global digital business della Sony. “Sono finiti i tempi in cui potevamo rendere disponibili i nostri contenuti gratuitamente per favorire la vendita dei Cd. Noi facciamo crescere i visitatori dei siti Internet e per questo dobbiamo essere pagati”. Caraeff dice che le licenze per i video musicali su siti come Yahoo, Aol Music e YouTube fanno guadagnare circa 20 milioni di dollari l’anno alla Universal: ed è una cifra in costante crescita. Un discorso a parte va fatto per YouTube, che ha subito sollevato contenziosi con l’industria dell’intrattenimento perché alcuni degli utenti digitalizzano il contenuto per conto loro e lo mettono sul sito senza pagare il legittimo proprietario. Viacom, proprietaria di Mtv, è in causa con Google, proprietaria di YouTube, per violazione di copyright. Ma Universal, Sony BMG, Warner Music ed EMI hanno tutte accordi che permettono di far vedere i loro video musicali su YouTube. In cambio, si dividono col sito le entrate pubblicitarie. YouTube attrae la maggior parte degli spettatori di video in generale, cioè interessati non solo a video musicali, ma anche a trailer di film, produzioni amatoriali, podcast: ad agosto contava 44,8 milioni di visitatori. Con 23,4 milioni di visitatori ad agosto, Yahoo è invece numero uno come sito di musica, seguito da ArtistDirect, dal canale musicale di MySpace e da quelli di Aol Music e Mtv, secondo i dati di ComScore. La scelta di Internet al posto della televisione è ovvia: su Mtv occorre aspettare che venga programmato il video che si desidera, sul web lo si può selezionare e avere immediatamente. Ora Mtv cerca di adeguarsi alla rivoluzione digitale, potenziando il canale online Mtv.com, dove si possono guardare le premiere e i video nuovi. “Ci rendiamo conto di vivere nella cultura dell’on-demand”, dice l’executive vice president di Mtv, Courtney Holt, secondo cui la tv rimane tuttavia la piattaforma principale per lanciare le band emergenti.
(Cla)