Roma, 14 ott – Schede “esaurite” in molte zone d’Italia, il primo traguardo del milione di voti ampiamente superato già nel primo pomeriggio e quello dei due milioni oltrepassato poco più di un’ora fa: “Una rilevazione straordinaria condotta fino alle 18,30 ci dice che a quell’ora hanno votato più di due milioni di elettori alle primarie del Pd”, ha detto Maurizio Migliavacca, uno dei tre coordinatori del Comitato 14 ottobre. E per qualcuno si potrebbe andare anche oltre, fino alla soglia dei tre milioni. Le primarie del Partito democratico sono andate ”oltre le più rosee aspettative” come hanno ripetuto durante la giornata i coordinatori del Comitato 14 ottobre, comparsi a più riprese nella tensostruttura allestita a Roma in piazza Santi Apostoli, quartier generale dell’Ulivo. Oltre due milioni di votanti alle 18.30. “Il dato – ha spiegato Mario Barbi, uno dei tre coordinatori dell’avventura delle primarie – conferma l’andamento positivo della partecipazione, superiore alle nostre previsioni, come ho avuto modo di dire nel corso della giornata. Ci sono ancora tre ore per votare – ha sottolineato Barbi – e dalle indicazioni che abbiamo le code dell’affluenza ai seggi continuano: ci sono alcuni seggi in cui sono state esaurite le schede e si è dovuto ricorrere a misure eccezionali come la loro riproduzione”. Già attorno alle 16, alcuni seggi di Genova, di Ivrea, di Avezzano, delle Marche e dell’Umbria si erano visti obbligati alla riproduzione delle schede elettorali. Continua Barbi: “Il dato esprime una grande capacità organizzativa ma ci troviamo di fronte anche a un dato politico importante: la grande domanda di partecipazione attiva in questo paese, attenta consapevole e costruttiva che raccoglie una proposta politica per il governo del paese e smentisce certe idee sulla politica e sul qualunquismo come tratto caratterizzante di questa stagione e il sentire dell’opinione pubblica”. Il primo dato reale relativo alle 17 a essere comunicato è quello di Bologna: 33 mila votanti. Un doppio “3” che potrebbe portare fortuna. A sbilanciarsi è Antonello Soro, altro componente della presidenza del Comitato 14 ottobre: “Le stime sono prudenziali, i dati reali confermano un’affluenza altissima. Credo che supereremo di molto i due milioni e il dato di tre milioni e’ una stima verosimile”. Di certo c’è che l’affluenza alle urne ha sollevato entusiasmo tra i candidati e i leader di Ds e Margherita. Su tutti il presidente del Consiglio Romano Prodi, che ha votato questa mattina a Bologna dopo un lieve incidente di percorso: il premier si era recato, insieme alla moglie Flavia, a un seggio sbagliato. Ma dopo aver finalmente votato ha detto, raggiante per le lunghe code: “E’ uno spettacolo. Se in tutta Italia va così è proprio una festa ancora più bella di quella che si poteva prevedere”. Più tardi si è detto “molto soddisfatto” esprimendosi in un liberatorio “ci abbiamo preso, dobbiamo vedere i dati ma va bene dappertutto. Non è un fatto casuale, ma un fatto sistemico”. E ai gazebo, tra i tanti vip, i molti immigrati, i sedicenni, qualche suora e anche una signora di 108 anni che a Torino ha salutato i cronisti con un “Ci vediamo la prossima volta”, protagonisti sono stati i cinque candidati. Sorridente, in tenuta sportiva, con la famiglia, Walter Veltroni ha votato a Roma poco dopo le 11. Nel pomeriggio il sindaco della Capitale ha dichiarato: “Le notizie che provengono da tutta Italia confermano ciò che avevo detto alla vigilia delle primarie: è una grande giornata e una grande festa per la democrazia”. Rosy Bindi, punzecchiata per aver versato solo 2 euro al seggio, ha votato a Sinalunga, sua città natale, in provincia di Siena: “Il Pd dovrà essere il partito delle tante persone che si sono appassionate”, ha detto il ministro per la Famiglia. Ha votato in Toscana, alle porte di Pisa, Enrico Letta: “Se arrivassimo a due milioni, sarebbe una gioia per tutti – ha detto il sottosegretario – Questa è una bellissima giornata di democrazia e abbiamo fatto una bellissima scelta a fare le primarie”. Anche Piergiorgio Gawronski ha commentato il voto: “Inviterei a guardare con ottimismo a questa esperienza per tre motivi: perché è la prima volta, comunque sia, che una elezione per scegliere il leader viene fatta; secondo perché tra Veltroni, Bindi e Letta è vera competizione, mentre io e Adinolfi apriremo un varco; terzo perché eleggeremo una pattuglia di riformatori nel Pd, aprendo anche un’area per quelli che non sono iscritti, in un partito che speriamo aperto alla partecipazione di tutti i cittadini”. Infine, Mario Adinolfi, anche lui in fila nel centro di Roma. “Siamo il Frosinone contro il Real Madrid, nel giorno in cui il Real Madrid vince la Champions League”. Attorno alle 22 si saprà, secondo le prime proiezioni sui voti ai candidati, con quale risultato.