Cosenza, 30 ott – Giungono ad una svolta decisiva le indagini per l’omicidio di Antonio Saracino, il professionista lapidato e poi massacrato nel casentino. Oggi, infatti, sono stati resi noti i nomi dei presunti assassini: si tratta di Aurelio Natoli e William Pastorello, rispettivamente di 30 e 20 anni, entrambi originari e residenti a Cosenza. A carico dei giovani, attualmente in stato di fermo, emesso dal sostituto procuratore della Repubblica Claudio Carrelli, pesano gravi indizi. Le dinamiche dell’atroce esecuzione sarebbero emerse durante un interrogatorio–fiume protrattosi per tutta la notte. I due, inchiodati da alcuni indizi e messi sotto torchio, avrebbero ammesso le loro responsabilità, dissipando così i dubbi intorno ad una storia che assume contorni simili alla tragica morte del regista Pierpaolo Pasolini. L’omicidio, infatti, sarebbe stato provocato da un movente sessuale. Secondo la ricostruzione dei fatti, Saracino avrebbe avvicinato i ragazzi in piazza Crispi, luogo solitamente frequentato da omosessuali. Dopo l’adescamento i tre si sarebbero recati, a bordo della Peugeout 207 del professionista, in una strada isolata nella zona di Dipignano. La situazione apparentemente tranquilla, degenera in seguito a una lite (forse sul “prezzo”) e precipita in pochi minuti: al culmine del diverbio, Saracino, colpito pesantemente e ripetutamente alla testa con una pietra, giace al suolo. Natoli e Pastorello – secondo quanto ricostruito dagli investigatori – gli sottraggono portafogli, orologio, telefonino e bancoposta. I due malviventi, quindi, cercano la fuga a bordo del veicolo. Commettendo un tragico errore: i due innestano per sbaglio la retromarcia e, con le ruote posteriori, travolgono il corpo esamine dell’ingegnere, rimasto incastrato fra le ruote posteriori. Il terribile evolversi dei fatti, li costringe ad una fuga a piedi. Ad incastratali, le tracce di sangue e un indumento riconducibile ai due fermati. Inoltre, Natoli e Pastorello sono stati ripresi dalla videocamera di uno sportello bancomat, intenti nel vano tentavano di prelevare denaro utilizzando la scheda di Saracino.
(Pep)