Mosca, 31 ott – Il terrorismo islamico torna a far paura e stavolta a tremare è la Russia. Un autobus di linea è esploso stamani intorno alle 08.15 locali, le 05.15 italiane, nella città di Togliatti, sul Volga, a circa mille chilometri a est da Mosca. Almeno otto le persone rimaste uccise, tra cui anche un bambino, e 56 i feriti. Secondo gli investigatori, a causare l’esplosione è stata una bomba artigianale della potenza dai 300 grammi a un chilo di tritolo, posta sotto il mezzo, anche se non è stato ancora stabilito se sia stata posizionata all’interno del veicolo da un passeggero o se sia stata piazzata all’esterno, sulla strada. La procura ha aperto un’inchiesta per “terrorismo, strage, detenzione illegale di esplosivi”: stando ai primi accertamenti, infatti, la pista dell’estremismo islamico è quella ritenuta più probabile. Secondo quanto riferito dall’agenzia Interfax, si indaga soprattutto su gruppi seguaci della setta wahabita o estremisti sempre comunque legati all’Islam. Sul movente, però, ancora si brancola nel buio. Lo scoppio del mezzo è avvenuto subito dopo una fermata, in pieno centro cittadino, fra le vie Marx e Gagarin: in quel momento l’autobus trasportava numerosi studenti diretti all’università. Dalle prime testimonianze sembra che la deflagrazione abbia completamente squarciato il veicolo del servizio pubblico. Secondo quanto si è appreso, al momento sono all’opera una decina di equipaggi di soccorso; sul posto anche il governatore della regione di Samara, assieme a un folto gruppo di inquirenti che stanno cercando di appurare l’esatta dinamica dei fatti e di capire chi possa avere architettato la strage. Togliatti è una città industriale di circa mezzo milione di abitanti. Centro conosciuto soprattutto per la produzione di automobili, deve il suo attuale nome ad un omaggio che i vertici del Pcus vollero rendere negli anni Sessanta al segretario del Pci, Palmiro Togliatti. Anche se piuttosto lontana dalle zone calde del Caucaso, non si è esclude che l’attentato di oggi sia da imputare ad una possibile matrice cecena. Sono anche da tener presenti l’approssimarsi delle elezioni politiche per il rinnovo della Duma, e l’alta incidenza della criminalità nella zona. In Russia, infatti, non è certo la prima volta che nel mirino del terrorismo di qualunque genere ci siano i mezzi di trasporto pubblici. Il 13 agosto una bomba sui binari del treno Mosca-San Pietroburgo aveva provocato il deragliamenti di alcuni vagoni e una sessantina di feriti (anche un italiano era rimasto contuso), e il 23 ottobre scorso un pulmino per il trasporto passeggeri era esploso in Daghestan, con il bilancio di un morto e otto feriti.
(Cep)