Rasart (Charleroi), 2 nov – Si è svolta una settimana fa, presso i locali dell’Eci a Ransart (Charleroi), la presentazione del secondo libro sul tema dell’emigrazione dello scrittore Antonino Scifo intitolato “Mai più…! Cronaca di una stagione tra fantasia e realtà”, alla presenza del presidente del Comites di Charleroi Salvatore Cacciatore che ha lasciato a Rosa Russo il gradito compito di leggere il libro in anteprima e di presentarlo con bravura e precisione. Il titolo molto emblematico di questo secondo libro (il primo s’intitola “Sbirciarsi dentro”) è spiegato dall’autore dal fatto che l’espressione “Mai più” è stata estrapolata dal discorso pronunciato dal presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti, in occasione della sua venuta a Marcinelle, al Bois du Cazier, il 5 luglio 2006. L’espressione appare come un monito affinché non ci siano mai più incidenti sul lavoro; mai più sfruttamento minorile; mai più razzismo; mai più odio; mai più ingiustizie sociali; mai più guerre e mai più sofferenze. Legittimi auspici, che continuano però a dimorare solo nella nostra fantasia, perché l’uomo è naturalmente incline alla violenza e alla sopraffazione dei propri simili. In “Mai più. Cronaca di una stagione tra fantasia e realtà” l’autore è il relatore di una serie di eventi svoltisi nel corso del 2006 a Charleroi e in tutto il Belgio: la Settimana italiana e le iniziative per la commemorazione del 60esimo anniversario della firma del protocollo tra Italia e Belgio; la commemorazione del 50esimo anniversario della catastrofe del Bois di Cazier; il Giro d’Italia; il campionato di calcio; le elezioni legislative; le varie manifestazioni allestite da associazioni italiane e il tradizionale incontro degli anziani, sono solo alcuni degli eventi narrati. Naturalmente tutti questi avvenimenti evocano la storia della nostra comunità. In ogni manifestazione raccontata, l’autore propone riflessioni e considerazioni personali o raccolte, messaggi palesi o taciuti. La sua narrazione ci fa percepire la soddisfazione, l’insoddisfazione, l’emozione, la commozione, l’orgoglio, la fierezza, la tristezza e anche la frustrazione che in quei momenti si manifestavano sui volti di tutte le persone presenti. “L’originalità dell’opera – spiega Rosa Russo – sta nel fatto che l’autore, accanto alla cronaca vera, inserisce una sorta di divagazione fantasiosa e ironica che, a volte, sconfina nella satira pungente”. La narrazione presenta due mondi: uno reale con personaggi, avvenimenti veri e cronaca, e un mondo virtuale o immaginario dove agiscono personaggi che scaturiscono dalla fantasia dell’autore o dalla mitologia e nel quale egli, ogni tanto, si concede una scappatella per sfuggire alla crudezza della realtà. Per la Russo sarebbe utile che il libro venisse letto sia dagli italiani residenti all’estero che da quelli in Italia, affinché questi ultimi si rendano conto che parte del loro benessere lo debbono anche a quelli che hanno coraggiosamente oltrepassato la frontiera. “Sarebbe, perciò giusto – conclude la Russo – che i nostri politici avessero il coraggio di inserire nei programmi scolastici anche lo studio del fenomeno dell’emigrazione italiana, salvaguardando cosi la memoria”.
(Cld/Cep)