Palermo, 5 nov – I boss di Cosa nostra Salvatore e Sandro Lo Piccolo, padre e figlio, sono stati arrestati nelle campagne di Carini, a una trentina di chilometri da Palermo, in un blitz della polizia. Il primo, 65 anni, era latitante dal 1983 ed è considerato, come sottolineato dagli inquirenti subito dopo l’operazione di arresto, l’erede del “boss dei boss” Bernardo Provenzano. Dopo l’arresto del boss di Corleone, infatti, avrebbe assunto il controllo dell’organizzazione criminale contendendo la leadership a Matteo Messina Denaro, boss latitante del trapanese. Il secondo, 40 anni, era ricercato da nove. Insieme a loro sono stati tratti in arresto altri due latitanti, Andrea Adamo e Gaspare Pulizzi. Il primo, secondo gli inquirenti, sarebbe reggente di Brancaccio mentre il secondo di Carini. I quattro sono stati sorpresi da un blitz della sezione “Catturandi” della Polizia mentre erano riuniti in una villetta di Giardinello, nei pressi di Carini, in mezzo alle campagne del Palermitano. Circa quaranta agenti hanno circondato il nascondiglio dei boss e hanno fatto irruzione nel garage dove si trovavano. Gli agenti hanno anche sparato alcuni colpi per bloccare i quattro e costringerli a consegnarsi senza opporre alcun tipo di resistenza. “Ti amo papà”, ha gridato in lacrime Alessandro Lo Piccolo mentre gli uomini della squadra mobile lo separavano dal padre. Dopo l’arresto dei quattro boss, la polizia ha fermato anche il proprietario della villetta, Filippo Piffero, accusato di favoreggiamento. Nel casolare sono stati ritrovate otto pistole, una grande quantità di documenti e numerosi “pizzini” usati per comunicare in codice. Gli arresti, avvenuti nel giorno in cui si celebra a Palermo la “Giornata della memoria” in ricordo di tutte le vittime della mafia voluta dall’ex cardinale e arcivescovo Salvatore Pappalardo, porta a compimento le indagini condotte dai pm Nico Gozzo, Gaetano Paci e Francesco Del Bene. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo che ha commentato: “Gli arrestati avevano un grande elenco di attività. Alcune persone che hanno favorito i Lo Piccolo sono già state arrestate, ma noi pensiamo che il quadro delle complicità sia più grande”. “Siamo estremamente soddisfatti – ha commentato il procuratore di Palermo Francesco Messineo – Ci attendiamo adesso una serie di conseguenze positive di disarticolazione dell’apparato criminale ed anche sul piano di possibili collaborazioni di imprenditori e commerciati, venuto meno il sostegno dei boss catturati”. Unanime il plauso agli agenti della “Catturandi”, che teneva sotto controllo la villa di Giardinelllo da due mesi. Il capo della Polizia Antonio Manganelli ha espresso “vivo compiacimento” per l’operazione. Poco più tardi è arrivato anche il commento del ministro dell’Interno Giuliano Amato: “E’ un risultato di straordinaria importanza”. “E’ un risultato importante – ha proseguito Amato – perché, dopo le operazioni che hanno portato all’arresto di Provenzano e poi dei suoi più stretti collaboratori, dimostriamo di riuscire a colpire ripetutamente i vertici di Cosa Nostra. E nessuna organizzazione può sopravvivere a lungo ritrovandosi continuamente senza i propri vertici. Non dare tregua alla mafia vuol dire proprio questo”.
(Fca)