Roma, 5 nov – E’ un’Europa che sa di speranza, quella su cui si affaccia la Lazio domani sera, ospitando il Werder Brema tra le mura amiche dell’Olimpico nella quarta giornata della fase a gironi di Champions League. Speranza, innanzitutto, di superare la crisi in cui è precipitata la squadra biancoceleste nelle ultime settimane. I numeri, a riguardo, sono impietosi: in campionato la Lazio ha rimediato tre sconfitte nelle ultime tre partite e ha una posizione in classifica sempre più precaria, con ben cinque punti in meno rispetto allo scorso anno. E domenica, è bene ricordarlo, c’è da andare a far visita all’Inter capolista. In Champions le cose non migliorano, dato che un’eventuale vittoria domani sera darebbe ai biancocelesti il primo successo in quatto anni nella fase a gironi della massima competizione continentale, dove l’ultima vittoria laziale risale al 16 settembre 2003, con un 2-0 ottenuto sul campo del Besiktas. Gli uomini di Delio Rossi ricoprono l’ultimo posto nel raggruppamento, con due punti conquistati sui nove disponibili. La Lazio, inoltre, non va in rete fra le mura amiche da 247 minuti, vale a dire dallo scorso 7 ottobre, quando Mauri segno il gol della bandiera nel naufragio biancoceleste contro un Milan momentaneamente tornato allo splendore dei bei tempi. Una vittoria contro i tedeschi, insomma, servirebbe innanzitutto per scacciare via lo spettro della crisi e dare morale e convinzione a Rocchi e compagni. I tedeschi del Werder, peraltro, non sembrano certo un avversario impenetrabile, nonostante viaggino a gonfie vele in Bundesliga, dove sono attualmente terzi e reduci dalla vittoria nell’ultima giornata di campionato contro l’Hansa Rostock. Il tecnico Thomas Schaaf, inoltre, dovrà fare a meno del centrocampista della nazionale, Torsten Frings, che, infortunato al ginocchio sinistro, tornerà ad allenarsi solo a dicembre. Se la Lazio è incontestabilmente in crisi, il Milan, impegnato domani contro lo Shakhtar, offre invece un quadro più difficile da interpretare. La squadra di Ancelotti sembra non riuscire a guarire dalla sindrome di San Siro, dove non ce la fa a vincere, anche se proprio la vittoria in casa contro gli ucraini suggeriva che il blocco fosse superato. Lo 0-0 contro il Torino ottenuto sabato dice invece che le cose non stanno così. Fuori casa, d’altra parte, la squadra ha offerto anche prestazioni scintillanti, come quelle con cui ha umiliato Samp e Lazio. Il ritorno di Ronaldo nella lista dei convocati potrebbe forse aiutare i rossoneri ad acquisire più continuità, in casa e fuori. Il brasiliano torna infatti a farsi vedere in campo, dopo l’infortunio dello scorso luglio e la successiva odissea fatta di diagnosi sbagliate, malumori, incomprensioni, misteri, rientri annunciati e poi eternamente rimandati. “E’ bello sentirsi di nuovo un giocatore, ho fatto dei buoni allenamenti, dei test fisici importanti, perciò credo di essere a posto: sono a disposizione”, ha detto il Fenomeno. Nella partita d’andata, gli ucraini hanno fatto vedere una discreta intraprendenza in attacco, con un Lucarelli come sempre implacabile, ma anche una difesa a tratti imbarazzante e, per dirla con Fabio Capello, “dilettantistica”. L’unico precedente tra le due squadre è positivo per il Milan, che vinse per 1-0 nella Champions League 2004/05.
(Asc)