Roma, 8 nov – L’informazione italiana nel mondo le sue caratteristiche e i suoi problemi hanno trovato spazio nel dibattito in corso a Roma e che si concluderà domani, tra i membri del Cgie riuniti per l’Assemblea Plenaria. 9colonne ha chiesto a Giangi Cretti, membro del Cgie e membro della Commissione Informazione, quali i problemi del settore e quale lo scenario per un suo possibile rilancio. “Per rivitalizzare questo settore – dice Cretti – bisognerebbe accompagnare l’evoluzione di quei media, soprattutto cartacei, che per decenni hanno svolto un ruolo di “servizio pubblico”, colmando le lacune delle istituzioni”. “Per anni – prosegue Cretti che vive e lavora in Svizzera ed è esperto del settore comunicazione – queste pubblicazioni hanno saputo ascoltare le esigenze d’informazione delle comunità di italiani nel mondo, ed hanno dato voce agli emigrati aiutandoli a capire i loro diritti e gli strumenti di tutela a loro disposizione”. “Questi media – aggiunge – hanno adempiuto a una duplice funzione: quella di “servizio” e quella di anello di congiunzione tra i connazionali e la loro cultura d’origine, valorizzando la lingua, il folklore, ma anche gli usi e i costumi, rappresentando in sintesi uno sguardo verso casa”. “Nonostante il suo delicato compito gli operatori dell’informazione italiana nel mondo – dice – hanno sempre dovuto affrontare grandi difficoltà, dalle scarse risorse economiche al limitato sostegno istituzionale ricevuto. Oggi la funzione storica di questi media si è esaurita e per poter sopravvivere debbono riuscire a rigenerarsi, cercando nuovi interlocutori, attuando strategie di tipo redazionale e una diversa filosofia editoriale”. (SEGUE)